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Le bugie di Berlusconi. Il miracolo dell’?Aquila è solo propaganda

5 Gennaio 2010 124 commenti


 

Abruzzo: il 58% ancora fuori dalle case

In un paese in cui i fatti scompaiono nel frastuono del marketing e della propaganda e in una democrazia dove la realtà si reinventa ogni sera all’ora di cena per la convenienza del potere, in un paese così, mettersi a sottolineare i numeri nudi e crudi è un atto quasi sovversivo.

In Abruzzo al 29 dicembre 2009 il totale dei terremotati assistiti secondo la Protezione Civile era di 30.212.

Il 37% (11.221) persone vive negli edifici del progetto C.A.S.E. voluto dal Governo.

Il 5% (1.425) risiede nei Map (le casette di legno per intendersi).

Il 58%, ovvero 17.566 persone, vive provvisoriamente in alberghi, caserme e sistemazioni temporanee.

Queste erano le promesse:
http://www.youtube.com/watch?v=Idktde0wtwY

Ecco la fonte dei dati:
http://www.protezionecivile.it/cms/attach/editor/Report_aggiornamento_29_12_09.pdf
http://www.protezionecivile.it/cms/attach/editor/Report_aggiornamento_29_12_09_2.pdf

Vorrei aggiungere testimonianze reali:
http://vimeo.com/8488031

Blob Rai 3 ( Caos Calmo – L’Aquila) – 01-gen-2010 20.00 from Gennaro Giugliano on Vimeo.

E’ drammatico vedere la differenza tra promesse e realtà.

E’ ancora più drammatico considerare che la realtà è offuscata per bene dalle bugie.

Quando in Italia si riuscirà a comprendere che Berlusconi vende se stesso agli Italiani come qualsiasi altro prodotto che promette ottimi risultati, come in Pubblicità occorre fare.

Ottimi pubblicitari permettono elezioni sempre più favorevoli al prodotto Berlusconi.

Eppure non è così difficile da capire. Leggiamo su Wikipedia a riguardo:

***

Manipolazione dell’inconscio
Circa un secolo fa Edward Bernays, pubblicitario, ammetteva nel suo libro "Propaganda": «coloro che hanno in mano questo meccanismo [...] costituiscono [...] il vero potere esecutivo del paese. Noi siamo dominati, la nostra mente plasmata, i nostri gusti formati, le nostre idee suggerite, da gente di cui non abbiamo mai sentito parlare. [...] Sono loro che manovrano i fili…» [12]

Bernays non si riferiva soltanto alla propaganda politica, bensì anche alla pubblicità commerciale, i cui strumenti sono gli stessi: la sua campagna per la American Tabacco Company negli anni venti, per incitare le donne a fumare, consistette per esempio nell’associare visivamente in maniera costante la sigaretta e i diritti o la libertà della donna. Questa campagna fece aumentare le vendite a tal punto che la società Philip Morris riprese più tardi questa idea per gli uomini, e lanciò il famoso cow-boy Marlboro.

***

Peccato che quando sbagliamo ad acquistare un detersivo tutto al più ci resta una macchia sulla camicia, ma sbagliando nel voto e nel consenso rischiamo di rimanere in mutande!

O no?

Fonte: http://www.agoravox.it/attualita/cronaca/article/le-bugie-di-berlusconi-il-miracolo-12049

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Yoani Sanchez, chi ti paga?

18 Dicembre 2009 34 commenti

Yoani Sanchez, chi ti paga?

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Voglia di coccole…

16 Novembre 2009 32 commenti

Elezioni e problema immondizia a palermo

9 Giugno 2009 33 commenti

La mia patria….

6 Giugno 2009 8 commenti


Che cos’è mai il patriottismo, se non la vostra convinzione che un Paese è superiore a tutti gli altri per il semplice fatto che ci siete nati voi?

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25 Aprile

25 Aprile 2009 21 commenti

Ad Un Partigiano Caduto

23 Aprile 2009 Commenti chiusi

 

Ad Un Partigiano Caduto

 

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8 Marzo,Giornata Internazionale Della Donna

8 Marzo 2009 26 commenti

L’8 marzo ha radici lontane. Nasce dal movimento internazionale socialista delle donne. Era il 1907: Clara Zetkin (che nella prima guerra mondiale fondò la lega di Spartaco) dirigente del movimento operaio tedesco organizza con Rosa Luxenburg (teorica della rivoluzione marxista che fondò il partito socialista polacco e il partito comunista tedesco) la prima conferenza internazionale della donna. Ma la data simbolo è legata all’incendio divampato in un opificio di Chicago nel 1908,  le operaie dell’industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché l’8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Allo stabilimento venne appiccato il fuoco e le 129 operaie prigioniere all’interno morirono arse dalle fiamme. Successivamente questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne, da Rosa Luxemburg, proprio in ricordo della tragedia.
Nel 1910 a Copenaghen, in occasione di un nuovo incontro internazionale della donna si propone l’istituzione di una GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA, anche in ricordo dei fatti di Chicago. Successivamente la giornata comincia ad essere celebrata in varia parti del mondo e anche in Italia durante e dopo la prima guerra mondiale. La tradizione, nel nostro Paese, viene interrotta, nel 1943, dal fascismo. La celebrazione riprende durante la lotta di liberazione nazionale come giornata di mobilitazione delle donne contro la guerra, l’occupazione tedesca e per le rivendizaioni di diritti femminili. Nascono i gruppi di difesa della donna collegati al CLN (Comitato di Liberazione Nazionale) che daranno origine all’UDI (Unione Donne Italiane). Nel 1946 l’UDI prepara il primo 8 marzo nell’Italia libera, proponendo di farne una giornata per il riconoscimento dei diritti sociali e politici delle donne. Sceglie la mimosa come simbolo della giornata. La vera "esplosione" in termini di popolarità e di partecipazione, l’8 marzo l’avrà negli anni ’70. Anni che segnano la collaborazione dei movimenti femminili e femministi che, tra l’altro, operano attivamente per la legge di parità, per il diritto al divorzio e all’aborto. La prima manifestazione femminista risale infatti al 1972 e si svolse a Roma. Ma il top, la celebrazione dell’8 marzo, lo raggiunge nel 1980, con una grande manifestazione unitaria in cui confluiscono per la prima volta tutti i movimenti femminili e femministi. In conclusione possiamo dire che il percorso dell’8 marzo si snoda in quasi un secolo di storia che ha visto nascere movimenti politici, guerre, ideologie, ricostruzioni. Un cammino lungo e complesso per le donne di tanti paesi, con tanti sistemi di governo, più volte interrotto, ma che con grande tenacia hanno sempre ripreso con l’obbiettivo dell’emancipazione e della liberazione delle donne.

 

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Scenderanno a prenderci

4 Marzo 2009 3 commenti

"Scenderanno a prenderci"

Strazianti urla mi tormentano.
Mi cercano,per uccidermi la su.
Tagliatemi le vene con
spine di rosa in questa notte
dove la Luna s’è spenta.
Rifugio più non trovo in questa terra
dove tutto e stato dimenticato.
Dove amare fa paura e
non esiste un tempo per pensare.
Puoi solo tremare nel gelo e
come belva affamata ,
attaccare o morire.
Qualcuno mi farà del male
scendendo dalla montagna,
verrà a prendere la mia anima e
i miei pochi pensieri ormai confusi.
Mi lascerà dentro il vuoto assoluto e
non esisteranno più lacrime
per piangere o
fantasie per sopravvivere.
E così, per un attimo capirò
d’aver perso tutto e
griderò anche io insieme a gli altri.
Avrò al mio fianco la
morte come compagna.
Urlerò nella notte,ma,
nessuno avrà più orecchie
per ascoltare o
una testa per pensare e
i pochi rimasti non
avranno tempo per riflettere.
Dalla montagna scenderanno gli Zar
a rubare loro il tempo e la vita,
scenderanno a schiavizzare i loro corpi
e togliere loro i cervelli.
Verranno così i pochi,
gli umili,nel branco raccolto,
dove gridare non avrà più senso
perché più nessuno c’è a valle.
Lavoreremmo per loro la terra,
servendo cibi variopinti ai loro tavoli,
giaceranno questi su piatti d’oro e d’argento.
Porgeremo loro gentilmente la pietanza,
sorridendo pure…
Abbonderà il cibo nei loro castelli e
noi dormiremmo nelle stalle e
mangeremo fieno
bevendo acqua salata.
E vicino sarà il giorno in cui,
noi,addomesticati e sciocchi
leccheremo loro le frivole ferite,
cantando inni di gloria al padrone.
Verrà il giorno in cui….
O forse…è già arrivato… ……….
                                                                              

Abisso Orrido… ….immenso ci appartiene…..

Silvana

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UNIDADE INDIPENDENTISTA

12 Febbraio 2009 8 commenti

Ciao ,

in questa campagna elettorale vediamo tutte le liste fare grande dispendio
di soldi e di energie per la propaganda, spot televisivi, radio, santini,
camion, sedi elettorali, addiritura volontari che lavorano per un
capitalista.

Viceversa noi di UNIDADE (coalizione tra A Manca, Sni e tanti indipendenti
come me ed altri) siamo gli unici a non possedere mezzi economici, ma
abbiamo elaborato un programma molto concreto e fatibile per la Sardegna, e
quindi utilizziamo il web per diffonderlo.
Mentre quasi tutti gli altri sono molto vaghi sui problemi e soluzioni, noi
riteniamo non solo di essere concreti, ma anche di avere il programma
decisamente più progressista.
Ti invito a leggere tutto il nostro programma, se non l’hai ancora fatto, al
sito web
http://www.unidadeindipendentista.org/programma.htm
E’ completo ma leggibilissimo. Scritto da lavoratori e lavoratrici, e da
studenti.

Parecchi amici e compagni ci fanno notare che, seppur apprezzando vivamente
la nostra scelta e il nostro programma, il pericolo delle destre li convince
a votare il centro-sinistra sardo nel timore di disperdere il voto e
favorire così il terribile vice di berlusca.

A loro ricordiamo come funziona la legge elettorale. Pochi la conoscono.
Si danno due voti: uno al governatore e uno alle liste. Non necessariamente
il secondo deve essere dato ad una lista legata al governatore.

Il voto al governatore determina chi vince, chi governerà e quindi anche la
maggioranza del consiglio. In teoria se Soru (come immaginiamo e come ben
sappiamo da due mesi) vincerà, anche se le liste del centro sinistra non
avranno la maggioranza dei voti, il centro sinistra che lo sostiene
GOVERNERA’ comunque ed otterrà la maggioranza (il 55-60% circa) dei
consiglieri. Questa è la legge elettorale. 
Se vuoi avee info più complete leggi questo
http://elezioni-blog.net/elezioni-regionali-2009-come-si-vota/

Pertanto a questi amici e compagni che vorrebbero sostenerci ma temono le
destre, possiamo dire tranquillamente di votare Soru, per battere le destre,
e la nostra lista UNIDADE INDIPENDENTISTA, per cercare di farci entrare in
Consiglio Regionale. E’ ovvio che entrare in Consiglio è il nostro massimo
obiettivo possibile allo stato attuale… siamo nati da due mesi anche se
guardiamo molto lontano…

Con questo voto si otterrebbe il risultato di schiacciare ancora di più le
destre.
Queste, infatti, perdendo, otterrebbero il 40% (circa) dei consiglieri. Ma
se contemporaneamente dovessimo entrare noi in consiglio, ed essendo la
maggioranza già assegnata al centro-sinistra, questo 40% verrebbe ridotto
dalla nostra presenza in consiglio.
Quindi paradossalmente questo voto disgiunto verso UNIDADE non toglie forza
al centro-sinistra, ma alle destre!

Per noi entrare in Consiglio significa portare quelle istanze che ci son nel
nostro programma, porre i problemi e le contraddizioni, proporre soluzioni,
magari farli passare in maggioranza sensibilizzando contestualmente il
popolo sardo. Questo è il nostro obiettivo.

Se condividi quindi il nostro programma, e se hai fugato tutti gli eventuali
dubbi in proposito alla legge elettorale, ti chiedo di diffondere la nostra
proposta ai tuoi conoscenti, amici, compaesani, parenti, compagni di lavoro,
etc etc: noi non abbiamo altri mezzi e quindi ci basiamo su questi contatti
diretti

questo il programma http://www.unidadeindipendentista.org/programma.htm
all’interno del sito nel quale ci sono anche parecchie altre informazioni
http://www.unidadeindipendentista.org/

comunque vadano queste consultazioni, il nostro progetto guarda comunque
molto lontano.

saludi et trigu
drer

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