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Perché un monaco Birmano fa più notizia di un maestro messicano o di un indigeno boliviano?

20 Marzo 2008 49 commenti


 

Perché un monaco Birmano fa più notizia di un maestro messicano o di un indigeno boliviano?
Una domanda rivolta anche ai Reporters Sans Frontières

Alla fine l’opinione pubblica mondiale  a potuto prendere coscienza che nell’antica Birmania ( ora denominata Myanmar ) c’è da più di venti anni una dittatura militare crudele.
Ha potuto farlo perché i mezzi di comunicazione di massa hanno sentito , finalmente , l’esigenza di far conoscere che migliaia di monaci buddisti erano scesi per strada , a protestare contro lo stato indecente di indigenza e violenza , nel quale la dittatura tiene il popolo di quella terra di civiltà millenaria e per questo è scattata una repressione sommaria che ha cominciato a far vittime , morti , feriti e reclusi .
Nonostante la Birmania vivesse questa realtà da tempo , tanto da aver visto insignire, già sedici anni fa , col Nobel della pace Aung San Suu Kyi , leader dell’opposizione al regime , imprigionata e poi costretta agli arresti domiciliari , l’informazione democratica occidentale non aveva dato mai troppo spazio a questa storia asiatica , non tanto perché la dittatura militare del Myanmar aveva buone relazioni con la Cina e , come è consuetudine affermare adesso , " la Cina ormai è meglio tenersela buona " , ma perché in realtà i più importanti partner economici , commerciali e strategici della giunta militare erano gli Stati Uniti e la Francia ,  ( con la Total , multinazionale del petrolio ) ed anche , fino a qualche tempo fa, l’Italia che , per trenta anni , con la Saipem , aveva partecipato alla costruzione del gasdotto di Yadana , un impianto che ha pochi eguali come causa di disastro ambientale e umanitario.
In quell’impresa , la Saipem aveva operato in joint venture con la famigerata Halliburton , allora guidata dall’attuale vicepresidente Usa Dick Cheney .
Non è un caso che Bush Jr , sempre pronto a lanciare anatemi contro stati "canaglia" o "comunisti" , colpevoli per lui di ogni illiberalità , si sia dimenticato di farlo in questo caso , e abbia scelto invece una dichiarazione ovvia di rifiuto della repressione .Forse era anche preoccupato di evitare polemiche sulla violazione dei diritti umani commesse , negli ultimi tempi , dai suoi militari e dai suoi funzionari di intelligence , oltre che dai legislatori che hanno approvato , con il Patriot Act , l’abolizione di ogni elementare diritto civile di un cittadino accusato di presunto terrorismo .

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