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Archivio per la categoria ‘Viaggi’

Buggerru vi aspetta il 18/03/08

13 Marzo 2008 7 commenti


 

Buggerru vi aspetta  in occasione della

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Casa Zapata Museo_Barumini_

4 Marzo 2008 1 commento

Casa Zapata_Museo_Barumini_

























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Cartoline dalla Sardegna Villamar

25 Febbraio 2008 3 commenti

Tempio Punico – Romano di Antas Fluminimaggiore ( Carbonia-Iglesias )

15 Febbraio 2008 2 commenti

 La Valle di Antas

L’area archeologica ricopre un ruolo fondamentale per la storia fluminese e non solo . L’area abitata prima in periodo nuragico attirò l’interesse dei Cartaginesi ( punici ) e successivamente dei Romani per la ricchezza dei giacimenti di piombo e ferro.
In un lasso di tempo che và dal Bronzo Finale ( 1200-900 a.C. ) al terzo secolo d. C. si potranno osservare rovine archeologiche di notevole importanza : un antico sentiero che conduce alla vicina grotta di Su Mannau , ruderi di un nucleo abitativo del periodo nuragico e romano , e le maestose rovine del Tempio Punico- Romano dedicato all’adorazione del Dio eponimo dei sardi Sardus Pater Babei .
La valle di Antas offre al visitatore attento un paesaggio naturalistico che và ben oltre l’aspetto storico e culturale ; sensazioni mistiche e una sacralità quasi tangibile sono le emozioni che le popolazioni del passato avevano già avvertito a suo tempo.

Se vi capita di visitare questi luoghi magici , volgete lo sguardo attorno ed osservate la natura che vi circonderà ; lentischi centenari che fanno da sentinella alle colonne del tempio , antichi affioramenti rocciosi di 500 milioni di anni erano già qui prima che l’uomo nascesse , insetti d’ogni tipo e colore vi terranno compagnia durante la vostra indimenticabile passeggiata ….

Nella Valle di Antas il :

 Tempio Punico

Al di sotto della gradinata d’accesso al Tempio Romano sono visibili i resti ( contornati dalla rete metallica ) del precedente luogo di culto Cartaginese ;Il primo tempio dedicato al Sid Addir Babai , rappresentava la continuazione del culto nuragico ndel Dio Sid Addir .
La sua costruzione si divide in due fasi : la prima risale al 500 a.C. , quando venne edificato il sacello attorno ad un affioramento calcareo che fungeva da roccia sacra ; successivamente ( 300 d.C. ) avvennero una serie di trasformazioni in particolar modo riguardanti le decorazioni esterne .
Numerosi sono stati i ritrovamenti di reperti punici a nord – est del sacello ,soprattutto iscrizioni dedicatorio al Dio Sid Addir Babai.

 Tempio Romano

Il tempio scoperto nel 1836 dal generale La Marmora e ricostruito nel 1967 ad opera dell’archeologo Barreca , si divide longitudinalmente in tre parti : pronao , cella e adyton bipartito ; il prospetto è tetrastilo e si poresenta con quattro colonne frontali e due laterali. Le colonne ,alte circa otto metri, sono sormontate da capitelli in stile ionico. Il pavimento della cella , alla quale si poteva accedere mediante due ingressi laterali , presenta una parte del mosaico con bordo nero ; nella parte sacra del tempio ( adyton ) si aprono due vaschette impermeabilizzate per la cerimonia di purificazione  (abluzioni) ; nell’ultima parte era sicuramente posizionata la statua del Sardus Pater  della quale è stato rinvenuto solo un dito della mano , che suggerisce le dimensioni colossali  ( circa tre metri ) della scultura . In origine il tempio era coronato da un frontone triangolare e da una copertura in tegole piane , coperte nelle sconnessure da coppi ornati alle estremità da antefisse raffiguranti personaggi alati . Tra i ritrovamenti più significativi nell’area del tempio ricordiamo : doni votivi come statue in bronzo , lance in ferro e circa mille monete.

La conferma della datazione del tempio e l’adorazione del Dio Sardus Pater Babai è data dall’iscrizione , indicante un restauro , posta sull’epistilio  ( nel frontone del tempio ) : " In onore dell’imperatore Cesare Marco Aurelio , Pio Felice , il tempio del Dio Sardus Pater Babi , rovinato per l’antichità , fu restaurato a cura di Quinto (?) Celio ( o Cocceio ) Procuro ; la dedica è datata 231-217 d.C.

                              Probabile ricostruzione del Tempio Romano :

 Ed ora a voi le immagini del Tempio Punico -Romano di Antas
             Fluminimaggiore ( Carbonia -Iglesias )








Buggerru_Immagini e storia_Sardegna D’Amare_

12 Febbraio 2008 61 commenti

"Buggerru e la sua storia…"


"Buggerru era un grosso borgo minerario i cui abitanti giunsero nei periodi floridi sino a novemila.
Era il quinto centro dell’isola, quando Cagliari contava poco più di cinquanta­mila abitanti.
Ogni cosa apparteneva alla società proprietaria della miniera, la .Societé anonime des mines de Malfidano., costituita a Parigi nel 1866, suoi i pozzi, le laverie,
le officine, i magazzini, sue le case, il suolo, sul quale a nessuno era consentito costruire neppure la più povera

delle baracche, piantare un albero o raccogliere legna
per il focolare, suoi l’ospedale, le scuole, la chiesa,
il cimitero.
I privilegiati, i dirigenti e gli impiegati di grado elevato, praticavano usi raffinati e conducevano intensa vita mondana, abitavano da un lato del paese, quello più lontano dalle miniere: tutti gli altri in misere
catapecchie o in case scavate nella roccia dall’altra parte della breve vallata che ancor oggi divide in due il centro minerario.
Al borgo minerario veniva dato il nome di .Petit Paris., quasi a significare la vicinanza con le abitudini d’Oltralpe.

Il plenipotenziario della società mineraria era il direttore, che in quei primi anni del secolo era un greco di Costantinopoli, l’ingegnere Achille Georgiades, la cui autorità prevaleva in larga misura su quella degli stessi depositari dei poteri istituzionali.
Dopo anni quel direttore greco, dipendente di padroni francesi in terra sarda si suicidò, quasi a voler scon­tare il dramma che lo vide protagonista.
La residenza era una piccola reggia.
Il direttore fu forse il primo in Sardegna a possedere un.automobile, massiccia e vistosa quanto era necessario; governava un vasto popolo di minatori di oltre 2.500; ad essi si aggiungevano i lavoratori della cernita, che erano in maggioranza donne, non di rado adolescenti,
bambine e ragazzi. I salari andavano da un massimo di due lire e settantacinque centesimi al giorno per gli armatori che lavoravano nelle gallerie, agli ottanta centesimi per le cernitici. Ma la società aveva tutto in
paese, compresi i negozi dove c’erano i generi alimentari, vi imponeva i prezzi, per cui quello che i minatori guadagnavano lo dovevano restituire se volevano vivere. Un sistema più vicino alla servitù della gleba che ai giorni nostri.
Spaventose le condizioni umane di lavoro: non vi erano

contratti di garanzia, pesantissimi i turni di lavoro, di almeno otto ore; non vi era un giorno di riposo
setti­manale. Tutto accadde all.improvviso, ma evidentemente il fuoco covava sotto la cenere, e quella che un tempo si chiamava coscienza di classe doveva essere ben presente, se lo sciopero per i diritti di una parte dei minatori coinvolse alla fine tutto il paese.
Il direttore, il 2 settembre, dispose l’entrata in vigore dell’orario invernale, che riduceva di un’ora,
dalle undici all’una invece che dalle undici alle due
del pomeriggio, la pausa del lavoro concessa a coloro
che lavoravano fuori dalla miniera, nelle ore centrali
della giornata.
A settembre però c’era ancora caldo, e la riduzione di un’ora di riposo sembrava impossibile.
All’una di quel giorno nessuno si presentò al lavoro.
I pozzi, le laverie, le officine, i ma­gazzini, restarono deserti. I lavoratori, in una massa che si andava
ingrossando via via, si diressero verso l’abitato e la direzione della miniera e lì si riunirono.
Quella sera giunsero a Buggerru i capi riconosciuti del­la federazione regionale dei minatori, Giuseppe Cavallera, giovane medico piemontese che s’era stabilito a Carloforte,
e il socialista Alcibiade Battelli.
Il direttore trattò con la commissione operaia, ma in realtà cercò di prendere tempo in attesa dell’arrivo da Cagliari, come promesso dal viceprefetto, di un battaglione dell’esercito. Gli aiuti invocati giunsero, infine, nel pomeriggio della domenica 4 settembre.
Erano costituiti da due compagnie del 42° reggimento di fanteria; i soldati, partiti all’alba in treno da Cagliari, avevano poi percorso a piedi la lunga strada da Iglesias
a Buggerru. Si decise di alloggiarli nel vasto locale della falegnameria, che tre minatori dovevano sistemare.
Dalla folla degli operai si gridò perché i loro tre compagni uscissero dal fabbricato e si unissero a loro.
Partirono le prime sassate, mentre i soldati disposti a

presidio della falegnameria spianavano i fucili.
Fu il segnale della sparatoria, che fu breve e intensa.
Sulla terra battuta della piazza giacevano una decina
di minatori. Due, Felice Littera di 31 anni e
Salvatore Montixi di 49, erano morti, un terzo, Giustino Pittau, morì dopo quindici giorni in ospedale.
Un quarto minatore dell’Oristanese morì dopo venti giorni, ma non si riuscì mai a collegare quella morte alla sparatoria.
L’impatto nel paese, non solo in Sardegna, fu immediato.
La Camera del lavoro di Milano indette proprio a seguito dei fatti di Buggerru il primo sciopero generale d.Italia.
E da quello sciopero nacque poi l’idea della prima
centrale sindacale.
Un momento della storia centrale per il mondo del lavoro, a cui purtroppo ne seguirono tanti altri, anche in Sardegna, con morti e feriti, soprattutto nel SulcisIglesiente, per mano dei carabinieri o dei soldati."

(L’articolo sopra è stato tratto dal messaggero sardo pubblicato nell’ottobre 2004 ,viene riportata la parte che racconta l’eccidio che successe il 4 settembre 1904 a Buggerru , in memoria dei primi morti del movimento operaio italiano )










Masua Iglesias

6 Febbraio 2008 27 commenti


Masua Iglesias

Poco lontano dalla spiaggia di Masua c’è il famoso scoglio calcareo detto "Pan di Zucchero", alto 132 m.,monumento naturale unico in tutta la Sardegna
Il nome deriva dalla sua forma massiccia e arrotondata e al caratteristico colore bianco-ceruleo, che crea un piacevole contrasto visivo con la costa di colore rosso vinaccia degli scisti. La bellezza del paesaggio è arricchita dalle rocce aspre tra le quali si aprono profonde grotte marine.

L’insenatura di Masua si affaccia su Porto Flavia ,dove un tempo c’era un giacimento minerario che estraeva piombo e zinco

(Immagini)










Parco di San Leonardo di Siete Fuentes_Santu Lussurgiu

4 Febbraio 2008 20 commenti

Percorso Cascata Muru Mannu e Sa Spendula de Linas

24 Gennaio 2008 3 commenti


 


Percorso Cascata Muru Mannu e Sa Spendula de Linas

0re 10e30  del mattino.
23/01/2008

Siamo nella Sardegna sud-occidentale, è fra queste montagne  imponenti  e aspre, si ritrovano alcune delle più belle e scenografiche cascate dell’Isola
Il  sentiero, segnato, porta  a  una delle più spettacolari cascate del massiccio del Linas, la più alta cascata della Sardegna, Muru Mannu  per procedere in un breve tratto che conduce  a Sa Spendula del Linas.
Sempre in questa zona ,in posizione ancor più panoramica, ritroviamo le cascate di "Piscina Irgas" (già visitate seguendo un altro percorso ), meta privilegiata di molti, perché  molto attive in quanto il bacino imbrifero da cui attingono è quello ampissimo della valle di "Oridda".
Iniziamo così la nostra avventura  .
Dopo aver lasciato la macchina all’ingresso ,ci lasciamo alle spalle il cartello che  indica  il percorso e il tempo che impiegheremmo per  raggiungerlo, un ora e mezzo per Piscina Irgas e due ore e mezza per Muru Mannu , i puntini nei numeri sono poco visibili e possono far pensare che il percorso duri quindici ore o venticinque ore , ma non è così , quindi niente paura!!…..



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Buonanotte??

9 Gennaio 2008 Commenti chiusi

Buonanotte……

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Il web dei miti _Riassunto_Mitologia_

27 Settembre 2007 76 commenti
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