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Archivio per la categoria ‘Argomenti vari’

Voglia di coccole…

16 Novembre 2009 32 commenti

Esempio scatolina ” un pensiero per Natale “

3 Dicembre 2008 31 commenti


Ecco a voi un esempio di scatolina , qui ho scelto Snopy perché è molto Natalizio…. ;)   io , ho usato un semplice foglio A4 ma potete stampare sopra una carta più spessa .
Potete divertirvi con i vostri bambini e creare tante scatoline da mettere sotto l’albero , con tanti pensieri quanti i parenti e gli amici cari.
Buon divertimento !

Altre scatoline :

Scatolina Pucca :


Scatolina Diddl :


Scatolina Candy Candy :

Scatolina Gessica Rabbit :

Scatolina Ariel :


Altre scatoline " clicca qui " …scegli la tua preferita.

Buonanotte a tutti!

6 Febbraio 2008 2 commenti

Buongiorno !

16 Gennaio 2008 2 commenti


Er cane polizziotto

Jeri ho incontrato un Cane poliziotto.

Dico:- Come te va? – Dice: – benone!
Ogni ladro che vedo je do sotto.
Li sento da l’odore, caro mio!
Cor naso che ciò io!…..-

In quer mentre è passato un fornitore
che Dio solo lo sa quant’ha rubbato.
Ho chiesto ar cane: – Senti un certo odore? –
Ma lui m’ha detto: – No….. So’ raffreddato….-
Er Cane poliziotto ch’ho incontrato
lo faranno prestissimo questore

(Trilussa)

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La Sardegna piange

15 Gennaio 2008 7 commenti

La mia favola per voi..Buone Feste !!!

20 Dicembre 2007 53 commenti


 


Questa è la mia favola per voi, per Augurarvi un Buon Natale e un sereno inizio Anno…leggetela con occhi e fantasia di bimbi …Auguri !!!














Laira e Geilda "La noce del cuore"

C’era  una volta , tanto tempo fa , un piccolo villaggio in mezzo alle montagne.
 In questo villaggio c’era una piccola casetta , la più piccola di tutte , fatta di legno e di pazienza.
Nel suo interno vi abitava un esile signore , falegname da una vita , il cui nome era Legnolo. Sì …, Legnolo , come sé,quando nacque i suoi genitori sapessero già cosa avrebbe fatto il loro figliuolo da grande !
Ma … vi assicuro che il suo nome non fu altro che coincidenza .
Comunque … Legnolo  aveva due figlie , Geilda e Laira a cui voleva un grandissimo bene,e una moglie , che da anni era costretta a letto perché non più in grado di camminare.
Geilda era bellissima. Il suo corpo era madreperla fina .
Laira invece , era di più semplice bellezza , ma graziosa e calorosa .Infatti era lei che si occupava di mandare avanti la casa e star vicina alla madre , mentre il padre lavorava duro per dei miseri quattrini .
Geilda al contrario della sorella , passava ore a sbuffare sulla sua povera vita , maledicendo di essere nata in tale famiglia e sognando di diventar ricca dama di corte , se non ché , Regina !
Un giorno Legnolo andò a cercare funghi nel bosco , visto che il mangiare scarseggiava e preparato il cestino s’incamminò.
Quando vi arrivò , iniziò a cercar ovuli e porcini e né riempì il cesto , ringraziando dio per la cena che la terra le offriva e sé stesso per la pazienza che ogni giorno lo portava a sopportare tale miseria .
Nella strada di ritorno , quando il sole tramontava , incontrò una vecchia zoppa e gobba che le disse :

-Buon uomo ! Voi che passate
in questo sentiero …..
Io vi supplico ! In modo
veritiero …
Di donarmi il vostro cesto ,
per favore …
Che non mangio più da anni …
ed ore …ore…!!

Sul suo viso magro e sciupato , la fame era dipinta a chiari colori .La donna si piegò su sé stessa e toccò i piedi dell’uomo .
Legnolo , che di povertà viveva , ma … , ricchezza nell’animo aveva , prese  la mano della donna e sollevandola dolcemente , porse lei il cestino .
Poi fece per andarsene , pensando che all’anziana signora , ormai poco rimaneva da vivere e che mai avrebbe potuto negar lei un po’ di cibo .Ricordò che infondo , un poco di riso era rimasto nel barattolo di cocco dentro la credenza .
La donna ringraziò commossa e lo seguì per un breve tratto di strada , poi , prendendogli la mano , vi posò sopra un qualcosa di alquanto piccino e aggiunse
:

-Io vi dono in cambio questa noce ,
che del cuore ascolterà la voce ,
renderà la vita meno dura
con a fianco un poco di fortuna …!

Fatto ciò, si allontanò.
Legnolo aprì la mano e ne scoprì il piccolo frutto secco che depose nella tasca dei pantaloni .Pensava che la donna fantasticasse troppo  e si disse :
-
Sarebbe bello se alcuni dei miei problemi si risolvessero con una semplice noce , peccato che questi non si cancellino fantasticando ! -  Si capisce che Legnolo non prese seriamente le parole della vecchia .Infondo nessuno di noi l’avrebbe fatto …

Giunto a casa le figliole le chiesero come mai di cesto mancava e lui ne raccontò il motivo .Laira abbracciò il padre comprensiva e fiera del suo buon cuore , mentre Geilda si arrabbiò tantissimo e se ne andò in camera sua sbattendo la porta e offendendo l’uomo in malo modo.
Quella sera Laira cucinò per cena il poco riso rimasto .
Tutti lo mangiarono con gusto , tranne sua sorella che si ripeteva stanca del solito pasto .
Quando arrivò l’ora di andare a dormire , Legnolo , stanco , spense le candele della cucina , mentre tutte erano ormai nelle rispettive stanze , poi si fermò … avvolto dal silenzio delle quattro mura della stanza , osservò i deboli raggi di luna infilarsi a stento tra i ricami della tendina rosa della finestra , a malapena s’intravedevano i vecchi mobili della casa .Legnolo tolse la noce che aveva in tasca , né ricordò in essa il viso disperato della vecchietta e sorrise pensandola felice nell’assaporare i funghi .
Posò così la noce sul grosso tavolo e andò a dormire.
Una volta a letto , a fianco della moglie , baciò lei la fronte e con un soffio leggero spense l’ultimo lumino , cadendo poi in un sonno profondo.

Era notte inoltrata quando Geilda si svegliò colta da enorme sete . Subito maliziosamente pensò :

- Sicuro è riso troppo salato
che mia sorella a cucinato !
Ma …, molto presto io me ne andrò e
cibi ricchi poi mangerò
che non torturano il mio palato
che ama il gusto più raffinato !

Scocciata assai , si diresse in cucina per prendere un  bicchiere d’acqua fresca . Giunta là , subito scorse attraverso il piccolo bagliore della candela che teneva tra le mani , la noce , che posava in un angolo del tavolo e la guardò con disprezzo .
Poi si voltò a prender l’anfora che stava su uno scaffale e sottovoce sbuffò :

- Piccola..esigua noce dorata
per tanti funghi t’hanno scambiata ,
non vali neanche un alga di mare
…HO!..Solo mio padre si fa abbindolare !! -

E sorseggiò un po’ d’acqua , mentre dietro di lei …, magicamente il frutto secco si animò ! Iniziò a muoversi in modo circolare e alla fine picchiettò più volte sul tavolo cercando l’attenzione della giovane che nel voltarsi all’udir tal baccano , di stucco rimase al veder la scena .
Geilda indietreggiò impaurita e le sue mani tremarono e sudarono , l’anfora scivolò tra le dita umidicce e l’acqua nel suo interno per un insetto sarebbe stata certamente tempesta marina !! La noce rimase sospesa a mezz’aria davanti a lei , pareva quasi burlarsi del timore altrui , e , se di bocca fosse stata padrona , sono sicura che di risa di scherno sarebbe stata dipinta !
Si scosse tutta quasi avesse i brividi di freddo e si avvicinò un poco ancora alla ragazza , poi , ancora un po’ …e un altro po’…infine una vocina di bimba birichina disse : 

- Sciocca presuntuosa non lo sai
che se tu mi mangerai
ogni cosa avvererai ?
Come vedi ,
valgo molto più d’un paio di funghetti,
io posso darti oro in più sacchetti !!_

La fanciulla  a tal punto ricordò quello che il padre aveva raccontato . Gioiosa pensò subito che allora le parole della vecchia fossero vere e finalmente le veniva data occasione di poter realizzare ogni suo desiderio .
Afferrò la noce e corse in giardino come una matta , spaccò questa con una pesante pietra e tolta la buccia la ingoiò velocissima , senza neanche masticarla ! Avida di realizzare al più presto ciò che il "suo cuore desiderava".
Si aspettava che qualche strana magia la coprisse d’oro e ricchezza , ma … , quella notte nulla successe.
Tornata in camera sua non chiuse occhio , pensando a tutto ciò che avrebbe voluto .

Quando arrivò giorno , bussarono forte alla porta della casa.
Ancora albeggiava.
- TOC ! TOC ! TOC! – Legnolo che già stava in piedi pronto per recarsi a lavoro aprì.
Davanti a lui , tre guardie del Re , con le loro divise imponenti e i loro corpi massicci lo squadrarono dalla testa ai piedi . L’uomo , in soggezione davanti a tanto brillar di perfezione , vestito di   vecchi abiti macchiati  continuava a passar su le mani quasi volesse pulire ciò che infondo pulito era già , per mandar via l’imbarazzo e le macchie , che indelebili le stavano addosso .
Subito disse con aria preoccupata , d’aver già pagato la tassa mensile ( era di ben due monete d’oro ! Più della metà del suo guadagno che era di tre !! )
Ma gli uomini non erano giunti là per tal motivo.
Una guardia lo interruppe … e con un grosso vocione disse :
- Siam qua per una delle vostre figlie
che il nostro principe vorrebbe in moglie,
le apparve questa notte in sogno e
or di lei , lui a bisogno ! -
Geilda dalla sua camera , all’udire tali parole , scese giù correndo per le scale .

Legnolo confuso e di meraviglia catturato non si mosse e non parlò.
La fanciulla , disse di esser lei la donna che il principe mandava a cercare . Ne era sicura!Ma … , nulla disse della noce e dei suoi poteri , s’inventò d’aver sognato anch’ella il principe che la chiamava.
Le guardie nel veder tanta bellezza non ne ebbero il minimo dubbio e poi, una volta al Regno , sarebbe stato lo stesso principe a dar conferma.
Geila così , euforica come non mai , salutò fredda la sua famiglia e se ne andò impazzendo di gioia !
Non torno mai più alla sua casa.
Dimenticò suo padre , sua madre e sua sorella.
Loro al contrario la portavano nel cuore ed erano felici per lei .

Geilda si sposò e divenne Regina . Nonostante questo non era mai contenta . Voleva tutto e anche di più , ma ciò non era in grado di soddisfarla , perché mai le bastava !
Se vedeva dama a Corte con abito più bello del suo , la malcapitata veniva punita e ne metteva subito a lavorare dieci sarti per aver abito più splendido e splendente !
Gli ori e le ricchezze non erano mai abbastanza per le sue mani e così impegnava uomini e uomini a lavorare come schiavi nelle miniere. Alcuni di questi , costretti ad accontentare i suoi capricci , morirono disgraziatamente sotto terra .
Aumentò le tasse al popolo e si prendeva ciò che voleva senza pensarci due volte a discapito di altri .
Il Re divenne il suo buffone e non contava più niente al Regno . Intontito dalla sua bellezza , Geilda se lo giocava come voleva .
Il popolo iniziò ad odiarli con tutte le forze.
La fanciulla ormai Regina avida e senza cuore , mangiava pane e veleno , vivendo infelice per invidia ed altre male passioni che dimenticano il gusto dolce delle gioie più semplici.
In eterna insoddisfazione , sempre triste e cattiva , perdeva la sua vita pian pianino ..
Così , arrivò al quanto presto il giorno in cui , il popolo portato a sacrifici enormi e alla miseria più nera , si rivoltò.
Catturò Geilda e il Re , e , nulla poterono le guardie di questo contro l’ira e la fame della gente .Fatti prigionieri e con i soli abiti che indossavano vennero abbandonati in una lontana isoletta disabitata .
Furono i pescatori a condurli là , e nel farlo i loro inni di libertà si persero tra le onde del mare …
Nel tornare al villaggio raccontarono che Geilda , bella come una dea , nella sua glaciale freddezza , non versò neanche una lacrima , mentre il Re , piangeva come un bimbo .

Nell’isoletta , avrebbero dovuto imparare ad arrangiarsi per vivere . Caccia , pesca e agricoltura , fonte di vita d’ogni uomo , li avrebbe salvati … Ma … , chissà se fossero in grado da soli , loro , che del lavoro altrui si facevano belli !
Comunque nessuno mai li avrebbe potuti raggiungere , lontano dal mondo e senza amici , quello fu il loro destino .

Il popolo festeggiò per giorni e giorni la propria libertà e tornò a respirare e vivere serenamente.
Nel piccolo villaggio in mezzo ai monti , l’allegria si leggeva ovunque , ma … , Legnolo e la sua famiglia , ferito ebbero il cuore dal dolore , per la fine che la loro figliuola fece , anche se , sapevano benissimo che ciò fu l’unica cosa da farsi e Geilda , infondo , se l’era proprio meritato.

I giorni e i mesi passarono veloci .
Legnolo un bel dì decise di tornare a cercare funghi , perché il riso ora in casa mancava e solo una mela rossa vi era in provvista .
Giunto nel bosco , avvolto da una pace silenziosa , iniziò a riempire pian pianino il suo cestino di grossi funghi . Il loro profumo dolciastro si perdeva nell’aria e si avvinghiava ad altri forti odori della natura . Il muschio padroneggiava fra i mille .
Quando arrivò sera e il sole sbadigliava tra le vette , contento l’uomo si diresse verso casa.
Mentre camminava per il sentiero sentì qualcuno tossire ripetutamente da dietro un enorme cespuglio .
Si avvicinò ad esso e facendone il giro , riconobbe la vecchietta bizzarra che ora per terra sedeva stravolta .L’uomo la prese sottobraccio e le chiese cosa mai ci facesse là , buttata e sola , una donna della sua età , lei rispose che la fame la stava divorando e voleva cercar funghi o more per mangiare  , ma … , le sue forze l’avevano abbandonata e così , voleva lasciarsi morire .
L’uomo sentì il cuore spezzarsi e donò il suo cesto all’anziana signora .
Poi … , l’accompagnò alla sua casa che distava pochi metri da là .
Una capanna cadente e malandata era il suo rifugio.
Dentro questa , giusto un letto , una sedia e vecchie cassette di legno riempivano l’enorme vuoto della miseria .
Legnolo provò una gra pena e la invitò a seguirlo per star da lui , giù al villaggio , ma la donna , sorridendo appena , rifiutò , parlando del suo figliolo che presto sarebbe andato a prenderla. Quando l’uomo , accortosi dell’ora tarda , fece per andarsene , la vecchia lo fermò , prese l’unica noce che vi era dentro un minuscolo cestino di paglia e la porse al buon uomo dicendo :

- Io vi dono in cambio questa noce ,
che del cuore ascolterà la voce ,
renderà la vita meno dura
con a fianco un poco di fortuna ! -

L’uomo poi tornò a casa.

Naturalmente non crebbe alle parole della vecchia che pensava fossero solo fantasia bizzarra. Raccontò alla moglie e a Laira di aver rivisto l’anziana donna del bosco , malata e prossima a morir . Così , quella sera per cena i tre si accontentarono di dividere la rossa mela in parti uguali , poi , andarono a dormire.
Legnolo , prima di coricarsi entrò nella camera della figlia per darle la buonanotte e nel comodino di fianco al letto , vi posò la noce.
Laira salutò suo padre e penso :

- Mio padre splende di generosità
che nella vita che ancor verrà
vorrei che fosse ricompensatra
con più d’un piatto di verde insalata !-

Si girò su se stessa e si addormentò.

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Ricordi …

19 Dicembre 2007 26 commenti


 

Anche questa notte mi tormenta … le notti un po’ così dove è inutile chiuder gli occhi. . Morfeo non t’accompagna, non poggia candide note e nenie sul cuscino   … e nel silenzio della casa ci si perde … aprire e chiudere le scatole dei ricordi , veder scorrer i visi andati e le persone care, sentir d’aver perduto la spensieratezza di bimba … un nodo in gola … è quasi fermo il tempo. Muoversi nel letto non ha senso, mi alzo.. Sospiro aprendo quelle pagine un po’ ingiallite, di un vecchio diario sepolto in un cassetto..ora scivola per terra  quel foglietto, con parole tremanti scritto …
maledetto fu quel tempo andato che pensai sciocca d’aver dimenticato..

Un Volo …

Lento il mio passo
sui cocci di vetro ,
che beati riposano
ai piedi degli alberi maestosi.

Scura è questa notte,
piccola è la luna.

La guardo , illuminata
dal suo poco candore e
ne vedo un misero spicchio
che pare mi sorrida.
In questo , rinasce il tuo volto e
riscopro il tuo dolce sorriso
che avevo cancellato.

Avvolto da mille pensieri confusi
esso riposa i n un angolo
della mia mente ,
tra i ricordi sfumati
di un estate ormai passata.

Ho bevuto anche stasera
un calice colmo di malinconia e
stringo forte le tue mani
nella mia fantasia contorta.

Tocco il tuo cuore e
strappo via il mio
per darlo a te ,
sperando tu possa sentirlo.

Ma …,la mia pazza immaginazione ,
mi porta alla deriva.
Funambola barcollo sulla vita
saltando coi sogni la realtà.

Mi guardo attorno
cercando la pace eterna .
Lento scorre ora questo tempo,
percorso dall’amaro e dal dolore.

Lento questo giorno.

Penso ora all’infinità che
n’è ormai passato ,
senza te.
Dove sei stato?

Ho perso tutto di te,
ed ora so,
toccando questa terra e

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Posso scrivere i versi più tristi stanotte.

18 Dicembre 2007 34 commenti


 


Posso scrivere i versi più tristi stanotte.

(Pablo Neruda)

Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Scrivere, per esempio. "La notte è stellata,
e tremano, azzurri, gli astri in lontananza".
E il vento della notte gira nel cielo e canta.
Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Io l’ho amata e a volte anche lei mi amava.
In notti come questa l’ho tenuta tra le braccia.
L’ho baciata tante volte sotto il cielo infinito.
Lei mi ha amato e a volte anch’io l’amavo.
Come non amare i suoi grandi occhi fissi.
Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Pensare che non l’ho più. Sentire che l’ho persa.
Sentire la notte immensa, ancor più immensa senza di lei.
E il verso scende sull’anima come la rugiada sul prato.
Poco importa che il mio amore non abbia saputo fermarla.
La notte è stellata e lei non è con me.
Questo è tutto. Lontano, qualcuno canta. Lontano.
La mia anima non si rassegna d’averla persa.
Come per avvicinarla, il mio sguardo la cerca.
Il mio cuore la cerca, e lei non è con me.
La stessa notte che sbianca gli stessi alberi.
Noi, quelli d’allora, già non siamo gli stessi.
Io non l’amo più, è vero, ma quanto l’ho amata.
La mia voce cercava il vento per arrivare alle sue orecchie.
D’un altro. Sarà d’un altro. Come prima dei miei baci.
La sua voce, il suo corpo chiaro. I suoi occhi infiniti.
Ormai non l’amo più, è vero, ma forse l’amo ancora.
E’ così breve l’amore e così lungo l’oblio.
E siccome in notti come questa l’ho tenuta tra le braccia,
la mia anima non si rassegna d’averla persa.
Benchè questo sia l’ultimo dolore che lei mi causa,
e questi gli ultimi versi che io le scrivo.


Scusate, ma non riesco a prender sonno…in questa notte fredda mi cullo un pò con i versi di uno dei miei poeti preferiti…

contar le pecorelle è vana impresa…
……

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Miti Orientali_Cina_

13 Settembre 2007 7 commenti


 

                                 MITI ORIENTALI ( 2°Parte)
                                  Cina

Vi è una stretta somiglianza , per quanto riguarda il modo di concepire e vivere il mito , tra il popolo cinese e il popolo romano.
Certamente la civiltà dell’uno è profondamente dissimile da quella dell’altro ; tuttavia qualche cosa di comune c’è e -come s’è detto ora – proprio a proposito del modo di formulare le leggende del mito . I Romani accettano i grandi miti della religione ellenica , eminentemente filosofica , volta cioè ad illustrare gli avvenimenti maggiori dell’esistenza del cosmo ; tuttavia conservano e vivono con intensità e sincerità soprattutto i loro miti originari , che sono per lo più una valorizzazione e santificazione della vita d’ogni giorno. Similmente i Cinesi accolgono le grandi correnti religiose venute dall’India ( buddismo , scintoismo , ecc. ) ma continuano a coltivare quella specie di religiosità minuta , per così dire , che abbellisce dell’aura del mito non solo i grandi problemi ma quelli piccoli , umili della vita quotidiana . Il confucianesimo – che è la grande tradizione religiosa cinese – rispetta esso stesso questa esigenza , tipicamente cinese , di pratica saggezza , per cui non si può dire fino a che punto esso sia religione o etica , politica o igiene , ecc.

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Bella

27 Giugno 2007 24 commenti