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Archivio Novembre 2008

Acqua in bocca….

17 Novembre 2008 27 commenti



video di un pò di mesi fà…

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Se tutti i blogger del mondo si dessero la mano…

14 Novembre 2008 4 commenti

Il disegno di legge ammazzablogger non è figlio di nessuno. Sarà forse figlio di puttana. Di padre ignoto e di madre incerta. Nato in provetta o per partenogenesi. Non una voce dei nostri parlamentari, a parte quella di Antonio Di Pietro, si è levata a favore della Rete. Eppure dovrebbe importargli qualcosa. Milioni di italiani ci vivono, la frequentano, discutono e INFORMANO.
Il disegno di legge è stato presentato da
Franco ‘Ricardo’ Levi. Levi è del PD. Il segretario del PD è Veltroni. O non sa nulla, come mi dicono gli succede spesso, o è d’accordo.
I veri giornalisti stanno in Rete, alcuni li conoscete, si chiamano
Ricca, Martinelli, Byoblu. Mi scuso per coloro che non cito, ma sono migliaia. La Rete esprime un Paese diverso. Se i lobotomizzati dalle televisioni e dal trio CorriereRepubblicaLaStampa si informassero in Rete, lo psiconano sarebbe ospite permanente di Putin in Siberia e Topo Gigio Veltroni una maschera del cinema.
La legge ammazzablogger non va presa alla leggera. Neppure in Cina hanno osato tanto. Se passa, la Rete scompare. Ho letto molti commenti che consigliano di spostare all’estero i blog o di registrarsi con un indirizzo .com, .net o altro, non soggetto alle leggi italiane come il .it. Perché dovremmo farlo? Lo facciano loro, con i loro siti di m..da. Sono anni che noi siamo le lepri e loro i cani. Che giochiamo in difesa. Ogni giorno una nuova porcata. E’ ora di cambiare musica. Mi sento una lepre mannara, con i denti a sciabola. E’ una bella sensazione. All’inseguimento invece che in fuga. Centinaia di blogger stanno mostrando la faccia, il nome e cognome, il loro indirizzo http con l’iniziativa "FREE BLOGGER". Sono loro il cambiamento. Non lo fermerete.
"Se tutti i blogger del mondo si dessero la mano…"

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I consigli di Cossiga alla Polizia “Prima una vittima , poi mano dura” PAROLE DI UN TERRORISTA

10 Novembre 2008 36 commenti


 

I consigli di Cossiga alla Polizia
"Prima una vittima, poi mano dura"


ROMA – Aveva iniziato consigliando l’uso di infiltrati nei cortei ed
evocando le maniere forti da parte delle forza dell’ordine. Oggi Francesco
Cossiga torna a dispensare suggerimenti, non richiesti, al capo della
polizia Antonio Manganelli. E sono di nuovo parole destinate ad alimentare
polemiche. "Serve una vittima e poi si potranno usare le maniere forti",
dice. Considerazioni tutt’altro che condivise dal presidente della Camera,
Gianfranco Fini: "Ci sono minoranze rumorose che poi ricorrono alle cinghie.
Sono molto rumorose ma rimangono molto minoranze". Intanto il suo collega di
partito e sindaco di Roma, Gianni Alemanno, critica il ministro
dell’Istruzione: "La Gelmini si è mossa male".

Cossiga: "Per il consenso serve la paura". Il ragionamento dell’ex
presidente è affidato a una lettera aperta: "Un’efficace politica
dell’ordine pubblico deve basarsi su un vasto consenso popolare, e il
consenso si forma sulla paura, non verso le forze di polizia, ma verso i
manifestanti". Per Cossiga, che pensa alle tensioni che hanno segnato le
manifestazioni degli studenti di questi giorni, è stato "un grave errore
strategico" reagire con "cariche d’alleggerimento, usando anche gli
sfollagente e ferendo qualche manifestante".

La "tattica cossighiana". In pratica si tratta di disporre "che al minimo
cenno di violenze di questo tipo, le forze di polizia si ritirino". A questo
punto, continua Cossiga, "l’ideale sarebbe che di queste manifestazioni
fosse vittima un passante, meglio un vecchio, una donna o un bambino,
rimanendo ferito da qualche colpo di arma da fuoco sparato dai dimostranti:
basterebbe una ferita lieve, ma meglio sarebbe se fosse grave, ma senza
pericolo per la vita".

"La gente deve odiare i manifestanti". Una situazione che farebbe crescere
fra la gente "la paura dei manifestanti e con la paura l’odio verso di essi
e i loro mandanti o chi da qualche loft, o da qualche redazione, ad esempio
quella de L’Unità, li sorregge". Tra i danneggiamenti invocati, Cossiga si
augura che possano accadere alla sede dell’arcivecovo di Milano o a qualche
sede della Caritas o di Pax Christi.

I tempi dell’intervento. "Io aspetterei ancora un po’ – continua Cossiga – e
solo dopo che la situazione si aggravasse e colonne di studenti con
militanti dei centri sociali, al canto di Bella ciao, devastassero strade,
negozi, infrastrutture pubbliche e aggredissero forze di polizia in tenuta
ordinaria e non antisommossa e ferissero qualcuno di loro, anche
uccidendolo, farei intervenire massicciamente e pesantemente le forze
dell’ordine contro i manifestanti".

La Reppublica.it

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TUTTO IL MONDO CONTRO L’EMBARGO A CUBA

8 Novembre 2008 2 commenti


TUTTO IL MONDO CONTRO L’EMBARGO A CUBA

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La Taranta di Centro Destra

4 Novembre 2008 1 commento