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Afghanistan: parole di dolore e verità

28 Settembre 2007 3 commenti

Afghanistan: parole di dolore e verità

Mario D’Auria, il padre di Enzo, il militare italiano gravemente ferito nei giorni scorsi in Afghanistan ha sfogato in un’intervista rilasciata a Sky Tg24, tutta la sua rabbia .D’Auria lancia un durissimo atto d’accusa al governo e ai leader italiani e dice: ««Chi lo sa chi gli ha sparato? Non lo sapremo mai. Ultimamente non voleva più andare, era triste. O aveva avuto minacce prima, o sapeva dove andava. Domenica doveva tornare a casa. Mio figlio è morto, è vivo ma non c’è speranza, con colpi così non si sopravvive. Avrei delle denunce da fare: è tutto uno schifo. Sono tutti assassini, Prodi e Berlusconi». L’uomo poi rileva: «Mi hanno chiamato, sono venuti a prendermi per portarmi a Roma, ma non sono andato perchè altrimenti lì mi arrestano. Mio figlio è soltanto un ragazzo. Lui ha scelto di partire militare, ma io sono sempre stato contrario. Non sappiamo neanche cosa facevano, per il senso del dovere non diceva mai niente, neanche agli amici più cari». Nel corso dell’intervista al canale all news diretto da Emilio Carelli, il padre del giovane militare ferito, ora ricoverato al Celio, ha anche detto: «Andavano a fare incursioni alla frontiera, perchè i servizi segreti dovevano scoprire se le armi passavano di là, per fare contento Bush che commercia le armi».

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Il web dei miti _Riassunto_Mitologia_

27 Settembre 2007 76 commenti
Categorie:Curiosità Tag:

Silenzi d’umana coscienza….

26 Settembre 2007 27 commenti

Ormai  qualcosa di estremamente malinconico e triste si è ramificato in me , e per quanto io cerchi di sorridere ed essere  felice…qualcosa mi conduce a lenti pianti e sofferte attese…pianti e lacrime di sangue che vengono da popoli lontani dal nostro…che la nostra civiltà occidentale pare dimenticare e continuamente offende tra radio , tv e giornali…ci regalano gaiezza , capitali e luccichii…ci riempiono gli occhi e lo stomaco di ogni ben di dio…ma dimenticano di educare  i cuori all’amore..
Ci educano a crescere cercando la ricchezza capitale , a sposarci , ad avere  figli, a metterci debiti su debiti per mostrare al mondo il nostro benestare…ci rendono così schiavi del sistema…obbligati poi ad abbassare la testa con chi vuol fare da padrone per due sodi di stipendio, che ci servono per soddisfare i nostri capricci materiali più insignificanti…ci ritroviamo poi vecchi..abbandonati dal sistema dove l’unica cosa che resta e morire…per non disturbare troppo e nessuno..
Questo ci insegnano di far di nostra vita…robotizzati e condotti ad un amore a senso unico, limitando esso al solo nucleo famigliare…a una cerchia ridotte di persone..
Ci insegnano che da grandi dobbiamo avere figli !
Dimenticano i figli del resto del mondo.
I figli della fame , della guerra , dell’ingiustizia , che non avranno mai un futuro.
Come siamo diventati bravi e civili, ci vorrebbero applausi!
Noi…ben pensanti e moralisti ( a parol solo o di parte…) ci dimentichiamo di loro, e vi assicuro , non basta pulirsi le coscienze ogni tanto, specialmente per qualche occasione , che ne so, mi viene in mente a Natale…( come odio tutto questo…) non basta…non ci si può pulire la coscienza con così poco…
mi viene in mente una frase…diceva:
" Noi non siamo responsabili di tutto il male del mondo…ma siamo responsabili di fronte a tutto il male del mondo"…beh , noi ci siamo di fronte ad esso , ogni giorno 35 milioni di bambini muoiono di fame, dico : OGNI GIORNO!
Come si può lamentare uno Stato , il nostro, incolpando noi di non fare più figli, quando il mondo è pieno di figli che avrebbero bisogno di noi!
L’amore vero è dentro gli occhi e le pance vuote , e le bocche asciutte di quei nostri figli, perché non li si può ignorare e dormire bene la notte…
I fratelli indigeni del Cauca in Colombia dicono che " Occorre far camminare la parola.
La parola senza azione rappresenta il nulla.
Le parole e l’azione al di fuori della comunità e della spiritualità è la morte"
Niente di più vero.
Aiutiamo questi bambini non solo a parole ma con i fatti.
Sensibilizziamo le comunità , tutte , a sentire nella propria essenza questo grave problema .
Creiamo focolai d’umana coscienza nei popoli..Nei fatti dimostriamo la nostra morale virtuosa…educhiamoci ed educhiamo ad amare perché non c’è gioia più grande nell’essere vivo…
facciamo qualcosa per questi bambini.
Non abbandoniamoli.
Ogni giorno 35 milioni di creature innocenti muoiono di fame , perché noi , non sappiamo ancora dividere il nostro ..

Vorrei pur ,  riportare la vostra attenzione a un articolo , che ho trovato di estrema importanza e che invito tutti voi a leggere…della cara Celia…donna sensibile e attenta ..

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MITOLOGIA NORDICA E PRIMITIVA (1°Parte)

24 Settembre 2007 33 commenti


 

MITOLOGIA NORDICA E PRIMITIVA     (1°Parte)

Per  mitologia nordica vogliamo intendere, genericamente , il complesso di quelle credenze cui prestano fede i popoli di razza nordica , e precisamente gli antichi abitatori della Svezia e della Norvegia , e quindi propriamente i popoli scandinavi , nonché i Germani , che abitavano press’a poco il territorio della Germania moderna .
Queste due religioni hanno una medesima struttura e , senza dubbio , un origine comune . E la loro importanza è grandissima , non solo perché dai suoi dèi e dalle sue complesse leggende traggono origine due famosi poemi ancor oggi letti e studiati , l’Edda e il poema dei Nibelunghi ( scandinavo il primo , germanico il secondo ) ; ma anche perché questi miti hanno generato alcuni capolavori letterari moderni , di cui , i più noti , sono quelli scritti e musicati dal grande compositore tedesco Riccardo Wagner .


La fonte unica di tutte le mitologie .

Qui a voi interesserà sapere quale fosse la struttura essenziale del panteon scandinavo e germanico , quali dèi regolassero i destini umani dall’alto delle nubi , e quale fosse la corte benigna e maligna che facesse a questi dèi maggior corona .
Una cosa che può incuriosire è questo :
che tutte le principali mitologie hanno numerosi punti in comune e , in fondo , si somigliano ; la qual cosa sta a dimostrare che esse sono generate dai desideri , dagli istinti degli uomini , desideri e istinti che si equivalgono in qualunque era del mondo e sotto qualunque latitudine .
Così , noi vedremo sempre un regno celeste , celato agli sguardi degli uomini , e come sospeso al di sopra delle nuvole , dove gli dèi abitano , ciascuno con proprie caratteristiche fisiche e precise attribuzioni .
Questo cielo , che presso i Romani e i Greci si chiama Olimpo , nelle mitologie nordiche  si chiamerà Walhalla .

Odino , capo supremo del Walhalla .

Capo assoluto di questo mondo è un dio ultraterreno , generoso e forte , ma terribile nelle sue ire e temuto e rispettato dall’intera corte celeste .
Nella mitologia scandinava questo dio supremo è Odino ,padre degli dèi e degli uomini , essenza stessa della vita universale .
Era rappresentato come un vecchio vigoroso e solenne , dalla lunga barba , indossante un ampio mantello azzurro , il capo coperto da un largo capello che gli nascondeva una parte del volto e dell’unico occhio .
Questo dio possente non è però immortale , come non sono immortali gli altri dèi della mitologia nordica . E in questo è la vera differenza sostanziale di questi miti in confronto di quello greco-romano :là gli dèi sono immortali e il loro regno e la loro podestà sugli uomini è eterna .

Il terribile Thor .

La moglie di Odino è Frigg ,simbolo di fecondità e di fedeltà coniugale . Dopo queste due divinità , che corrispondono a Giove e Giunone della mitologia classica , un altro dio si distingue per potenza nel grande panteon scandinavo : è Thor , figlio di Odino e della Terra , dio del tuono , terribile e forte , dalla voce agghiacciante e dalla lunga barba rossa fluente .
Dotato di forza soprannaturale , egli ogni nemico abbatte , armato di un martello magico , detto "Risplendente".
Se Thor è il dio più forte e terribile , Tyr è invece il dio più ardito e coraggioso , il dio della guerra e dei guerrieri .Ha un solo braccio , essendogli stato l’altro divorato dal lupo Fenrir , ma in compenso è armato d’una spada che non conosce sconfitta .
Il dio  Hemdall è il guardiano del Walhalla  e perciò abita ai margini del cielo . Ha la virtù di prevedere il futuro , e ha sensi acutissimi tanto che sente crescere l’erba dei prati e la lana addosso alle pecore . Si reca sempre dietro un corno enorme da cui trae suoni udibili fino dai mondi più lontani . Con questo corno egli avverte gli dèi dell’avvicinarsi di ogni possibile nemico.


Gli dèi minori del paradiso scandinavo.

Ma più che a questi e a numerosi altri dèi diremo maggiori , la mitologia scandinava deve la sua fastosa pittoricità a una nutrita falange di divinità minori , che hanno dato vita a una immortale corona di leggende e favole , ancora oggi vivissime in tutte le letterature .
Alcune di queste creature sono particolarmente care ai ragazzi : le Ondine , per esempio , gli Elfi , i Nani . Le Ondine si riaccostano sotto certi aspetti alle Sirene della mitologia classica : divinità del mare e dei fiumi attirano col loro canto malioso i naviganti . Gli Elfi sono creature giovanili , agili , dalle alucce iridescenti ; amano le danze sui prati sotto la luna , ma sono , nella loro grazia , apportatori di morte .
I Nani sono anche noti e popolari ai ragazzi di tutto il mondo : ora benigni , ora maligni , mettono gli uomini alla prova , e puniscono i cattivi premiando i buoni . Essi sono piccoli geni tutelari dei boschi , dei ruscelli, delle montagne , delle rocce , della terra stessa , e presiedono ai metalli che nelle viscere sono nascosti .
In contrasto col popolo dei Nani , ecco il popolo dei Giganti .Questi sono più antichi e più saggi degli stessi dèi , che da loro hanno avuto origine .
Lo stesso Odino , per parte di madre è figlio di giganti : dallo zio gigante Ymir , egli ha appreso la sapienza , e ad esso ricorre nei momenti più gravi e più tempestosi .
Dal gigante Ymir , poi ,ha origine addirittura la stirpe stessa di tutti i giganti .
Ma la più pittoresca e suggestiva creazione di questi miti , sono le Valchirie , donne guerriere cavalcanti su cavalli alati ; esse fanno da messaggere tra la Terra e Odino, recando al dio possente le salme dei guerrieri uccisi. Una volta ricevuti nella dimora celeste , questi eroi ritornano in vita e sono accolti con brindisi e onori alla splendida mensa dove , tra delizie e fiumi di birra , banchettano gli dèi .
Su questo gran mondo fantastico dalla forza soprannaturale e dalla soprannaturale sapienza , domina , da gran sovrano , il destino , ch’è il fato dei dèi Greci e dei Romani . Nella mitologia nordica il destino è impersonato dalle Norne .Come le Parche del mito classico , le Norne regolano il destino degli uomini e degli dèi , e nulla mai può sottrarsi alla loro volontà .
Urdhr è la norna più potente , e accanto a lei sono Verdhandi e Skuld che segnano la vita e la morte .
 

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Lo scrivere…, la Poesia…

18 Settembre 2007 22 commenti


 

Lo scrivere…, la Poesia…

Non sta la poesia nell’intelletto…
io la trovo nella semplice frase del bambino,
nel contadino curvo che raccoglie il cibo e
sfama il popolo…
nella sua grammatica poco curata ,
nella sua pelle cotta dal sole,
nell’arrossire davanti alla moglie,
che coi capelli raccolti l’accoglie.
Così…, sta chiusa la poesia
a sospirare in tutte le vite,
di chi fatica e piange d’amaro
ma mai tradì l’orgoglio umano.
Sta nel pastore che ama il suo gregge e
lo conduce a sera tarda alla tana e
fa di questo cibo per la gente e
latte il nostro primo nutrimento !
NO! Non è nel saper parlare o
scrivere la poesia!
la…,
può attirare …, a volte ingannare,
ma cibar la mente e cosa lungi assai
dal cibar corpo,
che senza nutrimento sarebbe morto!
Allor che ne sarebbe del tanto navigare di
pensieri se ,
la fame li distrasse dal loro viaggio?

Ringrazi quindi sempre lo scrittore!

E mai disprezzi il contadino ed il pastore
che rende sazio il cervello e
lo scrivere bello….


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Miti Orientali_Giappone_

16 Settembre 2007 30 commenti


 

                                                               MITI ORIENTALI
                                                                         Giappone

Anche la mitologia Giapponese ( a parte i legami che questo popolo ha con le sue grandi correnti religiose dell’Oriente) è , come quella cinese , legata direttamente alle occasioni della vita . Una differenza sussiste però tra i miti cinesi e quelli giapponesi : che questi ultimi hanno un maggiore sfondo politico e nazionalistico .
Nel mito , infatti , il popolo giapponese vuol trovare la sua stessa origine come nazione .
La letteratura e la poesia del Giappone vogliono appunto che , prima della storia vera e propria , ci sia stata una <<    età divina   >> nella quale l’universo era abitato solo da divinità che si alternavano in successive generazioni .
L’ultima di queste , costituita dal dio Izanagi e dalla sua sposa Izanami , è particolarmente importante per i Giapponesi , perché ad essa sarebbe dovuta la creazione del loro arcipelago e di numerose divinità , fra cui Amaterasu ( la dea del sole ) , uscita dall’occhio sinistro di Izanagi ; Tsuki -yomi-no-ka-mi , il dio della Luna , uscito dal destro , e Susano -o-no-mikoto , uscito dal suo naso .
E’ fra queste tre deità che Izanagi divide l’universo , assegnando alla prima il sole , alla seconda la luna , alla terza gli oceani . Seguono una serie d’incidenti provocati da Susano-o-no-mikoto e si giunge , infine , a Niniginomikoto , nipote di Amaterasu , al quale questa dà la sovranità del Giappone .
Il pronipote di Ninigi è il principe Kamu-yamato-iwareniko, noto soprattutto con il nome di Jimmu Tenno , capostipite dell’attuale dinastia imperiale . Con lui termina l’età divina e comincia quella degli imperatori umani. Il principale avvenimento nella vita di Jimmu è la spedizione verso l’Est , da cui egli , partito dal monte Takachiho , dopo sette anni di lotte accanite contro popolazioni ostili , saliva al trono nella città di Kashivabara .
Jimmu regnò settantacinque anni , durante i quali consolidò il potere , e morì all’età di centotrentasette anni .
Innumerevoli miti circondano anche le figure dei suoi numerosissimi successori , morti quasi tutti dopo aver lungamente vissuto e regnato .
Un fatto importante è , per esempio, accaduto sotto l’imperatore Suinin.
Essendo morto suo fratello , forse per una congiura di palazzo , egli fece seppellire vivi , insieme a lui , i suoi servi . Notte e giorno risonavano le grida di costoro , interrati vicino al tumulo principesco , con la sola testa fuori dal terreno .
L’imperatore fu scosso da queste grida e allora cedette alla proposta del suo pio consigliere Nomi-no-sokune , di sostituire , da allora in poi , le vittime umane con immagini di terracotta , rappresentanti uomini , donne ,cavalli e tutto ciò che avrebbe potuto riuscir gradito al defunto .
Ecco perché ancora oggi è facile scoprire in Giappone numerosi esemplari di statuette d’ogni genere: quel culto si era diffuso ed era durato a lungo , diventando una vera e propria tradizione . Una serie di leggende pittoresche si intreccia anche attorno alla mitica figura del successivo principe Yamato- take , di cui sono rimaste famose le gesta compiute grazie ad una spada miracolosa ottenuta da una sacerdotessa del tempio di Ise .
Il mito lo fa morire a trent’anni , avvelenato da una nube , mentre affrontava una terribile lotta con un serpente .
A mano a mano che si avvicina alla nostra èra , l’elemento mitologico , nella storia del Giappone , si attenua sempre più ; ad ogni modo la vita e gli uomini più rappresentativi , cominciando dall’imperatore , continuano ad essere avvolti da una grande dignità sacrale .

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Miti Orientali_Cina_

13 Settembre 2007 7 commenti


 

                                 MITI ORIENTALI ( 2°Parte)
                                  Cina

Vi è una stretta somiglianza , per quanto riguarda il modo di concepire e vivere il mito , tra il popolo cinese e il popolo romano.
Certamente la civiltà dell’uno è profondamente dissimile da quella dell’altro ; tuttavia qualche cosa di comune c’è e -come s’è detto ora – proprio a proposito del modo di formulare le leggende del mito . I Romani accettano i grandi miti della religione ellenica , eminentemente filosofica , volta cioè ad illustrare gli avvenimenti maggiori dell’esistenza del cosmo ; tuttavia conservano e vivono con intensità e sincerità soprattutto i loro miti originari , che sono per lo più una valorizzazione e santificazione della vita d’ogni giorno. Similmente i Cinesi accolgono le grandi correnti religiose venute dall’India ( buddismo , scintoismo , ecc. ) ma continuano a coltivare quella specie di religiosità minuta , per così dire , che abbellisce dell’aura del mito non solo i grandi problemi ma quelli piccoli , umili della vita quotidiana . Il confucianesimo – che è la grande tradizione religiosa cinese – rispetta esso stesso questa esigenza , tipicamente cinese , di pratica saggezza , per cui non si può dire fino a che punto esso sia religione o etica , politica o igiene , ecc.

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Miti Orientali_India_

12 Settembre 2007 61 commenti

         MITI ORIENTALI  ( 1°Parte )
          India  

Uno dei più alti e suggestivi miti indiani è quello di cui si parla in un poema del  II sec. a.  C.          - il  Bhagavadgita  -  che gode in India , presso i seguaci delle varie confessioni religiose , di una venerazione senza limiti .
Esso è il mito di Visnù , grande divinità , signore della vita e dell’universo , custode dell’ordine e della legge . La sua grazia si espande ovunque , tanto che alcuni eroi , da essa ispirati , possono alla fine identificarsi con Visnù stesso . E’ il caso di Arjuna , che per gli indiani è una delle più sublimi espressioni del divino .
Nato da Devaki e Vasudeva  in una famiglia di Rajput in Matura , egli era destinato ad essere ucciso come gli altri suoi frasteòlli per ordine di Kasma suo zio , a cui era stata predetta la morte per mano di uno dei figli di Devaki .
Ma la madre ne nascose abilmente la nascita , e , messo in salvo subito dopo per opera del padre , crebbe insieme con fanciulle e fanciulli di pastori , in libertà sfrenata e gioconda :
sono di questo periodo i suoi sentimenti d’affetto verso una bellissima ragazza , Radha . Le gesta prodigiose che egli compì spiegano perché sia stato chiamato l’Ercole degli Indiani .
Due punti della sua leggenda diedero luogo a particolari sviluppi religiosi .
Dall’episodio della sua nascita occulta e del suo salvamento nacque il culto del bimbo divino ;
da quello riguardante la storia della sua simpatia nei confronti di Radha derivò il culto di questa come divinità femminile .
Certo , queste non sono che manifestazioni delle divinità : la divinità vera e propria è sempre Visnù,il signore della vita .
Esso è raffigurato come un giovane con quattro braccia che reggono una conchiglia , un disco , una clava e un fiore di loto ; cavalca Garuda , creatura mitica , metà uomo e metà uccello, oppure è seduto con la consorte Laksmi sopra un serpente , il quale tiene la testa eretta e ha il collo dilatato in modo da formare una specie di baldacchino al di sopra del capo del dio .
Accanto a Visnù , c’è un altro dio : Brahma . Brahma è una parola che nell’antica lingua sànscrita sta a indicare , in modo vago e complesso , certa forza magica , certa potenza misteriosa e occulta che è diffusa nell’universo .
Era perciò giusto che con questa parola si chiamasse il dio che in un primo tempo venne ritenuto il creatore e signore della terra , ma poi decadde al grado di compagno , di collega – per così dire – di Visnù . Ecco come nacque Brahma .
Svayambhù ( il nato da sé ) si levò dalle tenebre del caos , creò le acque e ivi depose un seme , da cui si sviluppò un uovo ; e in questo nacque egli stesso come Brahma , creatore dei mondi .
Egli è il creatore ma , ad un tempo , il distruttore dell’universo . Chè quando l’universo si dissolverà , egli solo sarà a vegliare , essendo l’essenza delle cose .
Una delle manifestazioni di Brahma è l’atman  cioè quel qualche cosa che fa sì che ciascuno di noi sia quello che è e non un altro , il principio individualizzante , insomma ; principio che ci distingue dal tutto  ma al tempo stesso continua a tenerci legati all’anima universale , al Brahma .
Grazie a questo mito , fu possibile agli Indiani concepire la vita , non già come un periodo limitato fra una nascita e una morte , sebbene come una linea che aderisce all’essenza stessa dell’infinito .
La vita è un continuo scorrere ; di conseguenza ogni entità individuale può , nelle sue varie rinascite ( chè chi muore si incarna in un altro essere ) , trasferirsi dal cielo alla terra , dal regno animale alla dimora sotterranea di coloro che attendono di purificarsi per passare ad una superiore forma di esistenza . ( Questa è la famosa teoria della  metempsicosi .)
Brahma che presiede a questi trapassi da una situazione all’altra si identifica dunque col destino .
L’altro personaggio della divina triade indiana è Siva .
Se Visnù è il signore della vita dell’universo , se Brahma è il regolatore del destino , Siva è il dio della morte. Le distinzioni dei diversi poteri e delle diverse attribuzioni non sono tuttavia abbastanza esatte . Siva è raffigurato come un asceta , nudo fino alla cintola , con una collana di teschi , e fornito ora di cinque teste ora di tre occhi . E’ dio terribile e in pari tempo misericordioso .
Questi sono i fondamentali miti dell’India . Altri si potrebbero apprendere dalla lettura dei grandi poemi epici indiani quale il Ramajana .
L’India è ricchissima di miti : nella sua religione e nella sua arte essi abbondano con la stessa lussureggiante dovizia delle piante e delle bestie che ospita quest’antica e gloriosa penisola , culla dell’umanità .

( Continua…)

Tratto dall’ENCICLOPEDIA DEI RAGAZZI (Il libro dei miti _Arnoldo Mondatori Editore_) Stampato in Italia-Giugno-1956
_Proprietà letteraria e artistica riservata dell’editore Arnoldo Mondatori_

(Trascritto per il web da me ,Silvana ,avendo trovato questi racconti mitologici di particolare bellezza nella loro semplicità e trovandoli un buon spunto per ritornare a queste fiabe quasi dimenticate ai nostri tempi. Apriamoci a questo mondo .)

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