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Mitologia_Il web dei miti_Il mito di Vulcano_

19 Aprile 2007


IL MITO DI VULCANO

A Presiedere all?instancabile e ardente fuoco , che doma i metalli e rende possibili le arti , i pagani elessero un dio zoppo e brutto di persona , il quale aveva più del fabbro che non del genio della fiamma. Vulcano , detto dai Greci Efeso , era figlio di Giove e di Giunone . Si narra che fosse così spiacevole d?aspetto , quando nacque , che sua madre prese a odiarlo e finì col precipitarlo giù dall?Olimpo. Il povero reietto cadde per un giorno intero e , quando si fermò , si trovò , tutto azzoppato , sull?isola di Lemno , isola fremente di fuochi nascosti . Là impiantò la sua fucina , in un cratere , e vi lavorò per nove anni , a battere e plasmare il ferro , il bronzo e i metalli preziosi . Nelle viscere fumose dell?Etna aveva un ?altra fucina ove , coadiuvato dai Ciclòpi , giganti con un occhio solo nel mezzo della fronte , batteva sull?incudine i fulmini di Giove e fabbricava una quantità d?oggetti e di gingilli per gli dèi . I boati dell?Etna , le sue piogge di sassi e di lapilli , le lente colate della lava erano per gli antichi l?indizio dell?attività sotterranea di Vulcano e dei suoi ìspidi e fuligginosi inservienti .

Stanco di affaticarsi sempre al buio , in una tormenta di scintille , Vulcano cercò un giorno di risalire all?Olimpo , donde la mala grazia di Giunone l?aveva così rudemente cacciato . Fabbricò un bel trono d?oro, tutto di filigrane e ceselli , e lo mandò alla madre . Ma appena ci si fu seduta , la dea si sentì legata da invisibili fili , e non valsero le fatiche di tutti gli Olimpi per staccarla dal fatale sgabello . Giove dovette mandare Mercurio fin nell?antro di Lemno , a cercare l?autore dell?infida scranna. Vulcano accettò di liberare Giunone , a patto di poter tornare , con tutti gli onori , nella reggia degli dèi.

Opere dell?olìmpico fabbro : Pàndora.

Non appena rientrato nell?Olimpo , Vulcano vi impiantò una formidabile fucina : faceva tremare con i colpi di maglio e con il soffio dei mantici le volte di cristallo del cielo !
Quante belle cose eseguì allora sopra l?incudine aurea! Tutti gli dèi reclamavano qualche gioiello da quell?artefice deforme e prodigioso . Giove ebbe da lui lo scettro e il trono d?oro ; il Sole , il carro scintillante ; Cèrere , dea delle messi , la lucida falciola . Vulcano cesellò coppe e guantiere per la mensa olimpica , fabbricò seggi per gli dèi , ornò di statue d?oro e d?istoriate lastre di rame le sale immense dell?Olimpo .Per Arianna fece un diadema che sembrava conserto d?astri , per Ercole una corazza d?oro che abbagliava , per Enea una completa armatura a ricchissimi sbalzi .Poi, per ordine di Giove irato contro Promèteo , eseguì il suo maggior capolavoro nell?effige della prima donna , Pandòra , che modellò in argilla e animò con una magica vita , rapita al fuoco .

La statua perfetta cominciò a muoversi , a sentire , a parlare . Tutti gli dèi le fecero un dono : Venere le diede la bellezza e infuse d?oro le sue morbide chiome ; le Grazie la cinsero di veli e la incoronarono di fiori ; Minerva la rese saggia ; Mercurio abile nel parlare ; Apollo le largì la virtù del canto ; Giove le diede un vaso misterioso e le disse : <> .
Ma meditava la perdita del benefattore degli uomini . Però Promèteo , diffidando di lui , ricusò d?aprire il vaso .
Suo fratello Epimèteo s?innamorò frattanto di Pandòra , e la sposò . Veduta l?anfora misteriosa , non seppe resistere alla tentazione di sapere che cosa contenesse. Il vaso fu aperto , e se ne sprigionò , in un boato , tutta la livida torma dei mali della terra .

Le nozze di Vulcano con Venere

Vulcano , tanto brutto da destare le risate degli dèi quando compariva nelle loro adunanze e nei loro conviti , ebbe la triste idea di sposare Venere , dea della bellezza . Non fu certo felice quell?unione tra un rozzo battitore di metalli e la bianca figlia della spuma del mare !!

La dea dei sorrisi e dei vezzi ingannò lo zoppo marito con Marte , dio della guerra : e quando , un giorno , Vulcano riuscì , con un sottile tranello , a imprigionarli insieme in una sottilissima rete e li fece vedere agli dèi congregati , invocando esemplare vendetta , non ottenne che grandi beffe e risate .
Vulcano viene rappresentato come un fabbro rozzo , muscoloso e villoso , avvolto d?una leggera tunica e con in mano un martello ed una tenaglia . Spesso si vede raffigurato con accanto un leone , belva il cui ruggito èvoca i rombi dei vulcani .

( Continua?)

Tratto dall?ENCICLOPEDIA DEI RAGAZZI (Il libro dei miti _Arnoldo Mondatori Editore_) Stampato in Italia-Giugno-1956
_Proprietà letteraria e artistica riservata dell?editore Arnoldo Mondatori_

(Trascritto per il web da me ,Silvana ,avendo trovato questi racconti mitologici di particolare bellezza nella loro semplicità e trovandoli un buon spunto per ritornare a queste fiabe quasi dimenticate ai nostri tempi. Apriamoci a questo mondo .)

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  1. Cora
    19 Aprile 2007 a 21:33 | #1

    Io sono sempre stata affascinata da questi miti antichi, pensa che il mio nome, Cora, deriva proprio da una legenda greca….

    Ah il mio uovo tra un pò si schiude eh!!:)

  2. 15 Settembre 2013 a 18:33 | #2

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