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Archivio Marzo 2007

Intervista_Dr.Drer & CRCPOSSE_

31 Marzo 2007 1 commento


La più vecchia posse cagliaritana nasce 15 anni fa : Mau , dr.drer e dr.Radio i rappers che la compongono.
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ASCOLTATELI !!!
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Mitologia_Il web dei miti_Il mito di Apollo_

30 Marzo 2007 25 commenti


IL MITO DI APOLLO

Gli antichi attribuivano il miracolo abbagliante della luce alla benignità di Apollo , figlio , come Diana , di Giove e di Latona .
Non appena Aurora veniva leggiera fuori dal suo fosco letto a spargere rose sui confini del cielo , ecco l?alacre dio slanciarsi ,sul carro tirato dai veloci cavalli alati , per le vie dell?aria ancor grigie di crepuscolo . La luce cresce ,fiamme e bagliori inondano l?universo . Giunto al culmine della sua parabola , il nume arde d?un tale fuoco che la natura crèpita come bruciata . Nel torrido silenzio delle stoppie non s?ode che la stridula nota della cicala .La terra è come morta . Ma già i cavalli precipitano verso la lama bluastra del mare .Apollo è ora circonfuso d?una luce meno crudele .Poi , in una grotta di nubi , il carro , simile ad un globo scarlatto , si tuffa nelle onde.
Così interpretavano i Greci il cammino del Sole , e sdoppiavano la grande metèora luminosa in Febo Apollo , dio della luce , ed in Hèlios , personificazione dell?astro .

L?uccisione del serpente Pitone

Apollo , come si è detto , nacque da Giove , che è il cielo , e da Latona , che è la notte .Giunone incominciò ad odiarlo prima che nascesse e fece l?impossibile perché non vedesse la luce.
Perseguitò Latona , la costrinse a fuggire , tramutata in quaglia , fino all?isoletta di Astèria (Delo) , nel Mar Egeo . Là Apollo fu generato e bevve le prime gocce di nèttare dalle mani di Temi , discesa apposta dall?Olimpo per recargli la divina bevanda . Ma Giunone evocò dalle tenebre , contro il fanciullo circonfuso di luce e di bellezza , il serpente Pitone , mostro nato dal limo della terra dopo il diluvio . Febo , che aveva quattro giorni , lo assalì in una valle ai piedi del monte Parnaso , e lo uccise a frecciate . Con la pelle di gelido splendore di quel drago , egli coprì poi il trìpode presso cui la Sibilla pronunciava gli oracoli del santuario di Delfo . Pìzia o Pitonessa fu chiamata la Sibilla , e pìtici si dissero i giochi che venivano celebrati in Delfo , per commemorare appunto degnamente la vittoria del figli di Latona .
Si tenga presente che col nome di Sibille ?e , meno frequentemente , di Pitonesse ?vennero indicate, successivamente tutte le donne dotate di capacità profetiche ,o , comunque , in grado di dettare versi ispirati o ricchi di mistero .

Le giovenche di Admèto e l?origine di un magico strumento .

Ora comincia l?esilio del dio sulla terra . Per purificarsi dell?uccisione del serpente Pitone , Febo si mette per nove anni a servizio di Admèto , re di Tassaglia , e si rassegna a pascere i cavalli e le giovenche di quel re pastore . Si fabbrica un flauto , e col rustico strumento incanta sé e i compagni. Mentre , sdraiato sull?erba , si lasciava assopire dall?ardore d?un meriggio estivo , suo fratello , Mercurio , che aveva le ali ai piedi e il genio degli inganni , gli rubò cinquanta bei capi di bestiame e li serrò in una caverna . Ma Apollo seppe stanarli , e minacciò di ammazzare il ladrone alato .
Mercurio si fece perdonare tutto , con abilità degna del suo genio divino .
<> disse ad Apollo <>
Così dicendo , mise nelle mani di Febo un guscio cavo di testuggine , su cui erano tese alcune corde regolate da cavicchi ; in una parola , la prima cetra . Da allora in poi , il dio della luce non sa più staccarsi dal magico strumento . Il mondo vibra d?armonia sonora . Le stelle , roteando nell?infinito , danno un dolce e possente suono di lira . Tutto ciò che sulla terra è soggetto a regole divine della proporzione e del ritmo , d?or innanzi sarà sacro ad Apollo :la musica , la poesia , il canto , l?arte di edificare , l?arte di ritrarre l?aspetto degli dèi col candido marmo e coi più vaghi e vivaci colori della tavolozza .
Numerose sono state nell?antichità e presso i pittori classici le rappresentazioni di questo dio solare . Egli è detto oltre che citarèdo , o sonatore di cetra , anche musagète , vale a dire , capo del coro delle nove bellissime Muse .

( Continua?)

Tratto dall?ENCICLOPEDIA DEI RAGAZZI (Il libro dei miti _Arnoldo Mondatori Editore_) Stampato in Italia-Giugno-1956
_Proprietà letteraria e artistica riservata dell?editore Arnoldo Mondatori_

(Trascritto per il web da me ,Silvana ,avendo trovato questi racconti mitologici di particolare bellezza nella loro semplicità e trovandoli un buon spunto per ritornare a queste fiabe quasi dimenticate ai nostri tempi. Apriamoci a questo mondo .)

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Mitologia_Il web dei miti_Il mito di Giunone_

30 Marzo 2007 26 commenti


IL MITO DI GIUNONE

Giunone ,o Hera ,sposa di Giove ,era figlia di Cronos e di Cibèle .Il modo in cui Giove le si offrì per fidanzato è veramente straordinario. Mentre la bella giovinetta , per ingannare le lente ore d?un giorno d?inverno , filava una conocchia di bianca lana , un cucùlo entrato d?improvviso nella sua camera le si posò sulla spalla . Giunone , vedendolo intirizzito e umido di fiocchi di neve , lo scaldò in un lembo del suo velo. Ma il cucùlo si trasformò a un tratto in un dio splendente che le mormorò queste parole : <>. Giunone accondiscese . Le nozze furono celebrate in primavera con sfolgorante apparato , alla presenza di tutti gli dèi del cielo e della terra .Una sola ninfa ?Chelone-giunse in ritardo al convegno , a causa dei sandali che le facevano male ai piedi. Giunone s?indignò di quel ritardo , e trasformò la ninfa in testuggine .
Assunta al trono da Giove , la dea fu possente quasi come il suo sposo . Gli antichi vedevano in lei un simbolo dell?atmosfera che circonda la Terra e che si muove a contatto col più puro ed effuso cielo cristallino , rappresentato da Giove .
Le continue baruffe e le riconciliazioni dei due coniugi divini significavano l?eterna agitazione dei cieli , le alternative di serenità radiosa e di burrasca .
D?altronde , a voler considerarli nel loro carattere umano , avevano entrambi molti difetti : Giove era infedele ,autoritario e violento ; Giunone era gelosa , brontolona , ostinata e vendicativa . Quante volte scese infuriata dall?Olimpo per punire le Ninfe che Giove aveva corteggiato in spoglia di cigno , di pioggia d?oro o di torello , o i figli che erano nati da esse ! Sapendosi tra le dee la più bella , la più maestosa , la più potente e quella che incuteva maggior rispetto e ammirazione , era furiosa che il suo compagno l?andasse ingannando e screditando in tutti gli angoli della terra . Inoltre , era esemplarmente casta e fedele allo sposo : e i Greci e i Latini la veneravano come il simbolo della fedeltà coniugale e come il modello delle mogli , e mettevano le nozze e le nascite sotto la sua protezione . Infuriata , un giorno , a causa di una nuova infedeltà di Giove , giurò di abbandonarlo : scese dall?Olimpo e si ritirò nell?isola d?Eubèa . Dopo una lunga attesa , Giove cominciò a sentire il bisogno della sua augusta brontolona . Ma come abbassarsi fino a invocare da Giunone il perdono ? Che cosa escogita il re degli dèi ? Scese a sua volta dall?Olimpo nelle valli dell?Eubèa . Colà fa correre la voce che il dio del tuono a deciso di sposare una bella ninfa , Platèa , figlia d?un fiume , e che la sua fidanzata stà percorrendo l?isola sopra un magnifico carro . Intanto fa preparare un fantoccio di legno , lo copre di veli e di gioielli e lo sdraia suli cuscini d?un carro variopinto che viene trascinato da una coppia di buoi per i borghi dell?isola . Giunone , che ha avuto sentore del nuovo disegno di Giove , è tutta fuoco e fiamma e aspetta al varco il carro della nemica . Non appena ne scorge la barcollante tenda , si slancia sulla rivale immaginaria e lacera il velo in cui è avvolta la più bella testa di legno . . .
Dai cenci buttati per aria saltano fuori braccia e gambe e tronco grossolanamente piallati .
Tutto finì in una gran risata dei due Immortali che perdonandosi a vicenda tornarono nell?Olimpo , più amici di prima .

La ruota d?Issiòne .

La virtù coniugale di Giunone rifulse in special modo quando Issiòne , re dei Lapìti , che Giove aveva avuto la degnazione di far sedere al banchetto celeste , ardì corteggiarla . La dea avvertì senz?altro il marito che , per provare la mala fede dell?ospite , foggiò con le nubi una figura simile a Giunone e la collocò dove l?innamorato soleva aggirarsi . Invisibile , il re degli dei stette all?agguato : e sorprese Issiòne mentre faceva una dichiarazione d?amore alla statua di nebbia . Allora la sua collera scoppiò . Issiòne precipitò nell?inferno , e le Eumènidi lo legarono con strettissimi nodi di serpi attorno a una ruta infuocata che turbinava senza un attimo di posa dentro il profondo baratro .
Ma una volta , stanca dell?incorreggibile marito , Giunone osò cospirargli contro e stava per ammutinare tutti gli dèi , quando il gigante Briarèo dalle cento e dalle braccia e cinquanta teste , fedele a Giove , la sorprese nell?atto di dare il segno della rivolta . Giove la castigò in un modo strano : la sospese a una catena d?oro tra cielo e terra , e a ogni piede le legò una pesante incudine . Vulcano , avendo avendo cercato di difenderla , fu scaraventato nel baratro . La povera dea stette a lungo in quella penosa posizione , finché Giove finì col perdonarle e con l?affidare a Vulcano il difficile compito di staccarla senza farla precipitare . Che fosse vendicativa lo provarono specialmente la ninfa Io , di cui vi narrerò più tardi la favola , e Pàrideche aveva suscitato la gelosia di Giunone porgendo a Venere il famoso pomo che la consacrava più bella di Giunone e di Minerva .
Quella sentenza scatenò l?avversione della sposa di Giove contro Pàride e contro tutti i Troiani . E siccome Giove parteggiava per questi , vi lasciamo immaginare le liti e i rabbuffi tra queste due divinità ! Anche Ercole , generato da Giove durante una delle sue scorribande terrene , seppe quanto fosse tenace la persecuzione di Giunone ; e lo seppe Enea , trascinato dal rancore di lei , dovuto al fatto ch?egli era troiano , di burrasca in burrasca .
Giunone viene rappresentata coi caratteri d?una beltà maestosa e matronale . Il suo volto è d?un ovale purissimo. Gli occhi molto grandi guardano nel vuoto con sublime serenità . Un diadema sovrasta quel capo magnifico che respira una calma sovrana . Assisa in trono o ritta come un?armoniosa colonna , essa tiene in una mano lo scettro sormontato da un cùculo e nell?altra una melagrana .Questo frutto è sacro come simbolo del matrimonio e dell?amore ; e sacro le è il pavone, immagine del ciel stellato .

( Continua?)

Tratto dall?ENCICLOPEDIA DEI RAGAZZI (Il libro dei miti _Arnoldo Mondatori Editore_) Stampato in Italia-Giugno-1956
_Proprietà letteraria e artistica riservata dell?editore Arnoldo Mondatori_

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Gioca..Scegli il tuo colore preferito…

29 Marzo 2007 14 commenti


La magia dei colori….

Che cosa significa preferire un colore ad un altro? Il colore che prediligi può svelarti molti elementi del tuo carattere, e corrisponde agli stati d’animo. Scegliere un colore invece di un altro può rivelare molte cose sul carattere e il temperamento di una persona.
Facciamo questo simpatico giochino..
con un clik scegliamo il colore che oggi ci colpisce di più , e curiosiamone il significato..

Arancione_______
Azzurro – Turchese
Bianco__________
Blu_____________
Giallo__________
Grigio__________
Marrone_________
Nero____________
Rosa____________
Rosso___________
Verde___________
Viola___________

Lasciate nei commenti se vi và ,scritto ,anche solo il colore che avete scelto…un sorriso..per voi..

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Mitologia_Il web dei miti_La leggenda del diluvio_

29 Marzo 2007 42 commenti


LA LEGGENDA DEL DILUVIO

Giove ,dopo ch?ebbe veduto di quale protervia erano capaci gli uomini dacché possedevano il fuoco, prese ad odiali e deliberò di distruggerli.
Gli elementi furono scatenati . Il mondo restò in preda al tifòne e al dèmone muggente delle acque .Tutta l?umanità perì. Si salvarono in una barca soltanto Deucaliòne ,figlio di Promèteo ,e sua moglie Pirra , che forse erano un poco migliori degli altri.
Quando le acque si asciugarono , ottenuta con sacrifici e preghiere la clemenza di Giove , i due superstiti consultarono l?oracolo dei Temi .<>
Tale fu l?oscuro responso dell?eterna Saggezza .Ma Deucaliòne e Pirra lo compresero . Essi capirono che le ossa della Terra non potevano essere che le rocce , e quindi i sassi che ingombravano le vie e colmavano i greti dei fiumi . Allora entrambi si misero in cammino lungo un greto di fiume ,arido dopo tanta pioggia , e cominciarono a lanciare grossi ciottoli dietro le loro spalle . E i ciottoli che cadevano dietro le spalle di Deucaliòne si convertivano in altrettanti uomini , quelli che cadevano dietro le spalle di Pirra , in donne .

L?aspetto di Giove

Giove , che adunava in sé la bellezza , la forza e gli attributi sovrani degli altri dèi ; Giove , che scatenava la pioggia e il fulmine , che attingeva a due botti ? l?una d?oro , l?altra di ferro ?il bene e il male , veniva rappresentato con l?aspetto di un re sublime dalla folta capigliatura e dalla barba inanellata ,assiso su di un trono d?avorio . La sua testa leonina aveva la maestà d?un monte . Gli occhi guardavano sovrumanamente pensosi o sereni , sotto l?arco sporgente delle sopracciglia al cui corrugarsi gli Immortali tremavano . Il torso e le braccia nude mostravano la titanica muscolatura . Sul suo grembo si spiegava un ampio drappeggio.
Nella destra reggeva il fulmine , nella sinistra lo scettro o una statuetta della Vittoria .
Gli stava appollaiata ai piedi un?aquila dagli occhi grifagni.

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Tratto dall?ENCICLOPEDIA DEI RAGAZZI (Il libro dei miti _Arnoldo Mondatori Editore_) Stampato in Italia-Giugno-1956
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La ragazza…

29 Marzo 2007 2 commenti



La ragazza …

-Questa è la mia vita . . . questa . . .-Si ripeteva la ragazza alla finestra,mentre l?ultima boccata di fumo disegnava vortici evanescenti nell?aria.
L?ora tarda scoccava lenta secondo per secondo all?interno della casa ,il silenzio accompagnava le lancette dell?orologio alla danza inquieta del tempo.. si rompeva così il sordo richiamo della notte al tic tac beffardo.. La cicca cadde dal davanzale ,un attimo per tirar via i capelli dal viso,guardare una stella.. sentirsi soli in mezzo all?immenso.. un attimo per morire.
Se fosse stata padrona di se stessa ,l?avrebbe presa a pugni questa sua malinconia,ma era quest?ultima a soffocarla, imprigionarla,da quando era bambina,da quando già a due anni l?ansia,quel brutto mostro veniva a fargli visita togliendole l?aria.
Ricordava due braccia forti che la stringevano con amore,una voce calda ,profonda che la rassicurava,le diceva di respirare piano.. piano.. finche l?aria non tornava e con lei la paura svaniva.
Suo padre sapeva come calmarla. Lei ,dopo, tornava ai suoi giochi di bimba ,ignara che quella bastarda senza volto l?avrebbe accompagnata per la vita. Ora era donna ,non poteva di certo cercare papà per superare le sue sempre piu frequenti crisi,ora doveva combattere da sola le sue angosce,lei avrebbe regalato la cosa piu preziosa che aveva per riuscirci,ma,per quanto si sforzasse non ci riusciva.. poi.. si vergognava immensamente a chiedere aiuto,non le garbava far vedere le sue debolezze. Chiuse la finestra. Gia le tre. Un ultimo sguardo al cielo,meraviglioso inebriato di nuvole e luccichii,poi quello spicchio di luna sorridente pareva quasi sussurrarle di non mollare mai . .
Si buttò sul letto portandosi le coperte alla testa,a malapena un accenno di respiro pianto si cristallizzò nell?aria,a malapena viva.
Eppure si sentiva fortunata,aveva una famiglia che l?amava,un ragazzo dolcissimo,si .. forse le amicizie erano venute a mancare ,ma sapeva che era raro trovare quelle di una vita.
Si fortunata,non poteva chiedere niente. Certo anche il lavoro era un problema,cerca e ricerca non si trovava mai. Ma sapeva che i soldi non sono tutto.
Fortunata, sulla montagna immersa nel verde da dove si poteva vedere il mare ..
Ma il suo cercare un senso a tutte le cose la portava quasi alla follia ,si sentiva in gabbia dentro un corpo che sentiva troppo stretto ,avrebbe voluto fare mille cose ma non riusciva a farne una,schiacciata dagli eventi non aveva tempo per dedicarsi alla costruzione di sogni come facevano le altre della sua età ..
Si girò,stringendo forte il cuscino …domandandosi perché il cuore fa sempre così male …
Domandandosi perché il suo sorriso si fosse spento da anni ormai …senza quasi motivo apparente..
un singhiozzo nel buio..
un pianto nella notte …
piangi pure …
Tanto nessuno potrà sentire …

Silvana

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Riassunto : Mitologia….

28 Marzo 2007 3 commenti
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Mitologia_Il web dei miti_Leggende fiorite attorno ai miti_

27 Marzo 2007 27 commenti


LEGGENDE FIORITE ATTORNO AI MITI

Alcesti.

Apollo ottenne dalle Parche per il re Admèto la grazia di sfuggire alla morte , se un altro si fosse presentato in sua vece all?Erebo .Giunto il re all?ora suprema ,mentre anche i suoi genitori si rifiutano di morire per lui , la sua sposa Alcesti non indugia a farlo .Prosèrpina , commossa da così sublime sacrificio ,la rimanda sulla terra .Secondo altri , Ercole strappò Alcesti dall?Ade e la ripotò al suo sposo .

Nove sorelle .

Le nove Muse si chiamavano anche Pièridi , dal nome di Pièrio , re di Macedonia ,le cui figlie avevano osato sfidarle a gara nella danza e nel canto .Le Muse le vinsero ,le trasformarono in gazze ,e presero il nome di Pièridi a ricordo della vittoria.Ricordatevi che le Muse dapprima furono venerate senza singole attribuzioni , come un coro divino ; solo all?epoca romana ognuna d?esse ebbe un nome e fu patrona di un?arte o d?una disciplina . Eccovi l?elenco dei nomi delle Muse ,accompagnati dagli attributi di ciascuna di esse.
Clìo : la storia
Eutèrpe : la poesia e la musica
Talìa : la commedia
Melpòmene : la tragedia
Tersìcore : la danza
Erato : la poesia amorosa
Polìnnia : la retorica e l?arte mimica
Urània : l?astronomia
Callìope : l?eloquenza e la poesia epica
Dal loro nome comune è derivato quello di museo : cioè luogo destinato alla conservazione e al culto delle scienze e delle arti .

Pandora

Promèteo aveva formato un uomo animandolo col fuoco celeste . Zeus se ne sdegnò ,e commise ad Efeso di formare con l?argilla una femmina , e di presentarla al consesso degli dèi . Minerva la vestì con un abito risplendente e le coprì la testa con una ghirlanda di fiori cui sovrappose una corona d?oro . Ciascun dio , ammirato dalla grazia di lei , le fece un dono .Zeus le diede un urna chiusa e la incaricò di offrirla a Promèteo , suo fratello . Quest?ultimo , temendo un tranello di Zeus , rifiutò il regalo . L?altro fratello di Pandòra invece , Epimeteo, accettò l?urna e la schiuse : ne uscirono tutti i mali e tutti i delitti che inondarono la terra . Epimeteo è stato spesso paragonato ad Adamo e Pandòra ,causa di tanto , perenne male , ad Eva . Si ricordi che infondo all?urna di Pandòra era rimasta però , sola , la speranza !

( Continua?)

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Omaggio a Ernesto Guevara_Discorso Ernesto Sàbato_

26 Marzo 2007 19 commenti

Tratto dal libro : "Scritti politici e privati di Che Guevara" Con un intervento di Ernesto Sàbato (Sopra riportato) Prefazione Saverio Tutino Editori Riuniti -Testimonianze

Mitologia_Il web dei miti_Il mito di Promèteo_

26 Marzo 2007 38 commenti


IL MITO DI PROMETEO

Come fu generato il primo uomo? Ecco un altro di quei problemi che i popoli primitivi si pongono e per i quali s?accontentano d?una risoluzione poetica. L?uomo è figlio della terra. I primi esseri umani sarebbero Pelàsgo ed Erettèo , nati dal suolo dell?Attica. Una perenne primavera regnava allora sul mondo .Gli alberi e le zolle producevano spontaneamente frutti e grano . La vita era un idillio . Ignaro di sofferenze e di passioni ,l?uomo era molto simile agli dèi .
Ma con la seconda generazione , alla felice età dell?oro subentrò la triste età dell?argento ,durante la quale gli uomini conobbero il male e la morte e languirono sopraffatti in una specie di torpore che li rese simili a bruti .

Il più profondo mito dell?antichità

Qui si delinea il profilo d?un mito colossale che è tra i più profondi della favola antica .Promèteo ,figlio d?un Titàno e Titàno lui stesso ,si muove a pietà della misera condizione umana . Si reca a Lemno e rapisce nella fucina di Vulcano una favilla di fuoco ,elemento che sino allora era riservato agli dèi .In una canna cava porta quel tesoro ai giacenti mortali ,cui rivela l?arte di difendersi dai geli , di combattere le belve e di plasmare i metalli . In breve gli uomini ,con l?aiuto della magica fiamma,escono dalla loro barbarie.
Alla torpida età dell?argento succede la fremente e feconda età del bronzo , che conosce i misteri dell?agricoltura , dell?industria e dell?arte .Ma i mortali in possesso di tanta potenza , salgono in folle orgoglio , trascurano il culto degli dèi , e osano paragonarsi ad essi . Giove è colto da uno di quegli accessi di furore sacro che fanno tremare l?Olimpo e la terra .Ordina a Vulcano di fucinare una catena dagli anelli infrangibili e di recarsi con essa sul monte Càucaso ove si trova il Titàno ribelle :<> gli dice <>.
Promèteo è incatenato da Vulcano , ma la sua fierezza non piega nell?angoscia del supplizio . Mentre il vento aspro gli screpola la pelle , mentre l?ala delle tempeste lo schiaffeggia con turbini di pioggia gelata o di grandine , mentre l?aquila si sazia del suo rosso viscere , continua a maledire e sfidare Giove tiranno .
Eppure , dopo trentenni , Giove si moverà a pietà di lui ,; Ercole ucciderà l?aquila e scioglierà il Titàno dalla roccia , per introdurlo , redento dall?ira di Giove , nel regno degli immortali .

Il significato del mito

Che cosa scorgete in quest?epica leggenda? Null?altro che un bel sogno della fantasia ? Promèteo non è solo il rapitore del fuoco celeste , è l?uomo nello splendore della sua volontà ,della sua attività , del suo genio ; l?uomo che , a rischio di giacere fulminato , osa emulare gli dèi , incapace di accasciarsi nella servile adorazione che appaga i suoi compagni volgari .
V?è in Promèteo il poeta ribelle che sfida il Destino , lo scienziato che cerca di rapire il segreto dell?assoluto,l?inventore che vuol asservire la natura ai bisogni umani , il filantropo che per il bene degli altri si vota all?ingratitudine e al martirio .
Gli antichi giunsero a vedere in questo Titàno addirittura il creatore dell?uomo.Come Giove plasmò in Pandòra , con la molle argilla , la prima donna , così Promèteo avrebbe plasmato con fango e lacrime il corpo del primo uomo.
Ma quell?essere nudo e inerme ,rampante come una ranocchia e pieno di bassi istinti ,gli fece tanta pietà che decise di redimerlo. Quindi il furto del fuoco sacro e la vendetta di Giove.
La concezione del fuoco rubato da Promèteo , come dell?energia spirituale che anima gli uomini ,si trova per la prima volta nel filosofo greco Platone .Dopo Platone la figura di Promèteo compare frequentemente nella letteratura greca e poi anche in quella romana. Come abbiamo visto , le caratteristiche di questo eroe sono la superbia e il coraggio indomito ; perciò nel Medioevo esso venne avvicinato ad un altro ribelle , Satana , ricevendone quest?ultimo una immeritata dignità .Eguale paragone venne ripreso-perennità del mito di Promèteo !-nel secolo scorso dalla poesia romantica.

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Tratto dall?ENCICLOPEDIA DEI RAGAZZI (Il libro dei miti _Arnoldo Mondatori Editore_) Stampato in Italia-Giugno-1956
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